Ruvo del Monte e il Convento
Ovvero
Il Monastero "San Tommaso del Piano" di Ruvo

(Anno 2007)

 

Quest'opera sul Convento è destinata a restituire "memoria storica" a Ruvo del Monte sul piano religioso , civile e culturale.
Lo studio è impreziosito dalla pubblicazione di alcune parti significative della Platea del 1756 , in particolare dei disegni a colori dell'agrimensore Bavoso.
Al fine di dare una risposta all'interrogativo sull'antico titolo del "Monastero di San Tommaso" , presente negli scritti e nella tradizione riguardanti il Convento S. Antonio , non è da escludere la presenza di Basiliani e di Benedettini prima dei Francescani sulla sommità dei colli di Ruvo , nella località attraversata dal Tratturo Regio della transumanza che , nel passato , collegava la pianura alla montagna.
I seguaci di Francesco vennero , dunque , ad occupare il sito già frequentato da altri religiosi , ma abbandonato per motivi a noi sconosciuti , come , d'altra parte , era avvenuto per tanti altri luoghi in quell'epoca , sia nell'area di Vitalba che nel Melfese.
I francescani si susseguirono , dunque , su questo colle idoneo alla vita religiosa prima come Osservanti-Riformati e , poi , come Conventuali.
Il titolo di "S.Tommaso" di una antica chiesa esistente nell'area storica e archeologica dei colli di Ruvo riporta al medioevale "Casalis Sancti Thome De Rubo" , di cui è riferimento negli scrittori interessati alle notizie riguardanti questa fascia occidentale della Basilicata.
Il Monastero "S. Tommaso del Piano di Ruvo" , presumibilmente , è da collegare al casale e alla Chiesa , che , non a caso , hanno lo stesso titolo.
La ricerca è aperta a quanti hanno possibilità di consultare archivi e documenti , per uno studio più approfondito e completo.
I Conventuali hanno interagito con la realtà socio-religiosa di Ruvo per circa tre secoli : il Monastero , divenuto Convento dei Francescani all'epoca dei Conventuali , è stato un vero e proprio esercizio economico locale per le necessità della gente , la quale , non avendo molte risorse , ha organizzato lavoro e produzione , per la sopravvivenza in questo luogo , nelle numerose proprietà del Convento.
Dopo anni di abbandono , a seguito del terremoto del 1980 , la "Chiesa di Sant'Antonio" , quale risorsa territoriale , ha da essere restituita alla Comunità della fede e della cultura insieme con i ruderi del Monastero-Convento da valorizzare al meglio.

 

28/07/2007

 

Don Gerardo Gugliotta
Parroco di Ruvo del Monte

 

 

 

 

Pubblicazioni