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La Chiesa
Parrocchiale Santa Maria Assunta
(Anno 2001)
Siamo tutti consapevoli che la chiesa-edifìcio,
di per sé, non esaurisce l'intero significato del mistero ecclesiale,
eppure la presenza del tempio in un determinato contesto umano genera,
in un certo senso, le qualità morali e spirituali di un popolo.
In tutti i tempi, attraverso i secoli, gli
uomini hanno fatto riferimento ai luoghi sacri, per significare la
dimensione trascendentale della loro esistenza e della loro storia.
Noi cristiani portiamo nelle vene l'attaccamento
alle nostre chiese, non solo perché in esse, durante tutto l'arco della
nostra vita, celebriamo i divini misteri; non solo perché con esse
sentiamo più fortemente che in fondo l'unica realtà creata, chiamata a
contenere e a testimoniare Dio è il solo cuore dell'uomo; ma anche
perché in tanto il tempio si chiama chiesa, in quanto è fra le sue mura
e nelle sacre liturgie che gli uomini, fusi dall'unico amore di Dio,
diventano capaci di incontrarsi, di parlarsi e di amarsi. Così, la
chiesa-edifìcio si trasforma in chiesa-famiglia.
È tutto questo il motivo che ha spinto don
Gerardo Gugliotta - per altro non estraneo a queste fatiche letterarie -
a fermare l'attenzione sulla chiesa parrocchiale di Ruvo del Monte.
Come uno storico che scruta, analizza, contempla
e descrive, non tralasciando l'accenno a uomini, ai fatti e all'arte
che, essendone contesto, mettono in maggiore risalto l’opera centrale,
ma soprattutto come parroco, che sulle orme del Buon Pastore, vive ed
opera per la crescita morale, spirituale e culturale del suo popolo.
Una chiesa antica, come quella parrocchiale di
Ruvo, è come l'anello di una catena che, partendo dalla pietra
fondamentale che è Cristo, passa attraverso la tede espressa nei secoli,
ricongiunge gli antenati ai contemporanei, crea comunione con la Chiesa
universale e dona la speranza a noi di oggi per un futuro migliore
illuminato di Eternità.
Grazie, don Gerardo!
Melfì, 25 giugno 2001
+ Vincenzo Cozzi
vescovo di Melfì - Rapolla - Venosa
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