EVAN HUNTER O ED MCBAIN, NELLE VENE AVEVA SANGUE LUCANO

Il famoso maestro del thriller americano aveva origini di Ruvo del Monte

di Michele Traficante 

“Partono ‘ e bastimente / Pe’ terre assaie luntane…/ Cantano a bordo: so’ napulitane”.(Dalla canzone Santa Lucia luntana di E.A. Mario, pseudonimo di Giovanni Gaeta [1864-1961] ). In uno di quei bastimenti alla fine dell’Ottocento, fra i tanti emigranti che lasciavano il “bel suolo italico” per le Americhe, c’era pure Giuseppantonio Coppola, un giovane di belle speranze che varcava l’Oceano per incamminarsi sulla “strada dell’oro”, come si credeva allora. Nelle sue vene scorreva sangue lucano, anzi il bollente sangue vulcanico del Vulture e precisamente di Ruvo del Monte. Giuseppantonio Coppola, nato il 30 ottobre 1878 a Ruvo del Monte in Via Sopra la Chiesa 15, oggi Via Crispi, da Angelo e da Maria Giuseppa Federici, nel 1898, a solo 20 anni, abile nel mestiere di sarto, abbandona il paese natio col cuore colmo di speranze e la fierezza di essere figlio di una terra amata, ove lascia gli affetti più cari e, forse, il dolce volto di una bella ragazza paesana. Nella metropoli della “Grande Mela” Giuseppantonio, uno dei “birds of passage” ( uccelli di passo, com’erano chiamati i nostri emigranti dai poliziotti americani), pur con le grandi difficoltà derivanti dal trovarsi in terra straniera e con una lingua del tutto sconosciuta, non si è perso d’animo. Si è dato da fare Giuseppantonio, e, pur sognando la notte il suo bel paesello adagiato ai piedi dell’imponente torre angioina e circondato dal verde dei boschi e dai campi ben coltivati, i vicoletti e le facce care di amici e parenti, si è ben inserito nella nuova realtà della grande metropoli americana, tanto diversa dal paese di origine.
Nel 1899 sposa Inez Fontain da cui, nel 1900, ebbe la figlia Maria, graziosa, simpatica ragazza dalla bellezza tipicamente mediterranea e dal carattere morigerato tutto lucano che tanto affascinava gli emigranti italiani ormai trapiantati nel “nuovo mondo”. Da Maria Coppola, andata in sposa a Charles Lombino, forse anche lui emigrante o figlio di emigrante ( alcuni Lombino pare si siano rintracciati in Sicilia, altra regione dalla forte emigrazione verso le Americhe), di professione postino, nacque, il 15 ottobre 1926, l’unico figlio Salvatore, nome assai diffuso nell’Italia meridionale. Salvatore Lombino, un ragazzino vivace e dalla forte immaginazione, forse un pò scavezzacollo cresciuto nel caotico quartiere di East Harlem, trascorre molto tempo della sua infanzia col nonno materno Giuseppantonio (Seppantonio) il quale, morbosamente legato al suo paese natio, non si stanca di raccontare al nipotino della sua terra di origine, della bellezza del paesaggio, delle tradizioni e soprattutto del carattere forte e laborioso dei suoi abitanti. Un popolo povero, aduso alla sofferenza, al sacrificio, ai soprusi ma fiero e legatissimo alle proprie origini e tradizioni.
Il tutto resta così ben impresso nella mente del piccolo Salvatore che non lo dimenticherà mai.
Evan Hunter o anche Ed Mc Bain, alcuni dei numerosi pseudonimi del famoso scrittore di romanzi polizieschi americano, quindi, anagraficamente si chiamava Salvatore Alberto Lombino ed era il nipote di quel Giuseppantonio Coppola che nel lontano 1898, appena ventenne, da Ruvo del Monte era emigrato in America. E’ Evan Hunter stesso che lo confessa nel corso di un’intervista rilasciata al giornalista del Corriere della Sera, Renato Olivieri e pubblicata il 5 settembre del 1990.

“Mi chiamavo Salvatore Lombino. Mia madre, Maria Coppola e mio padre, che faceva il postino, erano originari di Ruvo del Monte, a nord di Potenza.  In verità solo la madre lo era, perché il padre non risulta essere originario di Ruvo del Monte, ndr).  Nel 1976 - continua Ed Mc Bain – ho scritto la storia della famiglia Lombino in un libro che, secondo me, è il più bello che ho fatto finora, ma non è mai stato tradotto in Italiano”.


Evan Hunter nella sua casa

Il romanzo in questione, dedicato al nonno Giuseppantonio, dal titolo “ The Streets of Gold” (“Le strade d’oro”), vale a dire le strade d’America nell’idea di chi era costretto ad abbandonare l’Italia, è un omaggio a tutti quegli emigranti italiani che “hanno fatto grande l’America” con i loro sacrifici ma anche con il loro ingegno. Infatti, il romanzo narra la storia della sua famiglia, partendo dal paese di Ruvo del Monte ( Fiormonte, nel romanzo), sperduto sull’Appennino lucano a metà strada fra Bari e Napoli, fino al 1973, anno in cui muore il nonno Giuseppantonio.
Fra i personaggi illustri con sangue lucano nelle vene, sicuramente è da annoverare anche Salvatore Lombino, alias Evan Hunter e Ed McBain, italo-americano di seconda generazione, che ha lasciato una traccia profonda nella storia letteraria dei gialli americana.
Il giovane Salvatore Lombino, di intelligenza precocissima e dalle mille risorse ( fra l’altro è stato insegnante in un istituto religioso, pittore, telefonista, pianista jazz), ha cominciato subito a scrivere romanzi gialli, diventando uno dei più famosi scrittori di romanzi polizieschi. Sterminata la sua produzione (era un vero stacanovista della scrittura), circa cento le pubblicazioni con pseudonimi diversi, fa cui Evan Hunter, Ed McBain, Richard Marsten, Hunt Collins, Ezra Hannon, Curt Cannon ). Salvatore Lombino, alias Evan Hunter è autore anche di sceneggiature per film ( fra cui il celebre “ Gli Uccelli” di Alfred Hitchcok, “Colombo”) e dei romanzi per le famose serie “87° Distretto di Polizia”e “Mattew Hope”.
Ed Mc Bain, quale uomo di mondo (e gran giramondo), si è sposato tre volte: prima, nel 1949, con la giovane americana Anita Melnik, da cui ha avuto i figli Ted, Mark, Richard e dalla quale divorzia; nel 1973 si risposa con Mary Vann Finley con la quale adotta la figlia Amanda, divorzia anche da questa, e infine, nel 1997 a Venezia, davanti ad un prete ortodosso, con Dragica Dimitrijevic, una bella ragazza slava di aggraziata eleganza, stimatissima insegnante di recitazione alla scuola di Lee Strasberg, da lui affettuosamente chiamata Tina.
Colpito da un male incurabile (cancro alla laringe) Ed Mc Bain muore il 6 luglio 2005 a Weston, nel Connecticut. Chissà se sulla sua tomba è stato scritto l’epitaffio, come lui desiderava: “Scriveva come un angelo!”
L’Amministrazione Comunale di Ruvo del Monte, su proposta e sollecitazione della locale Pro Loco, intende avviare una serie di iniziative per ricordare questo illustre discendente di un umile emigrato ruvese e, nello stesso tempo, “aprire un percorso di riflessione sulla diaspora ruvese, sulle umanità e intelligenze che sono state costrette ad emigrare per cercare le “strade dell’oro”, soprattutto oggi, in tempi in cui il piccolo paese lucano, come tanti altri, sembra avviarsi inesorabilmente sulla via dell’estinzione. In verità bisogna dare atto alla perspicacia dell’amico Mauro Armando Tita, validissimo collaboratore del nostro giornale, per l’aver scoperto da tempo, con alcuni suoi amici, vicini e lontani, fra cui Pietro Mira, Roberto Di Napoli, Peppino Ferrieri (vero esperto dell’emigrazione ruvese), Michele Patrissi e altri, le origini ruvesi di Ed McBain e di essersi impegnato perché tale illustre personaggio venisse adeguatamente conosciuto e valorizzato, anche al fine di dare lustro  a  Ruvo del Monte. In effetti è Ruvo del Monte che ha bisogno del prestigio del famoso giallista americano Ed McBain e non  questi di Ruvo del Monte.
A tal fine si è costituito un apposito comitato, presieduto dal sindaco di Ruvo del Monte, avv. Donato Carmine Romano, per promuovere, fra l’altro, il conferimento
della cittadinanza onoraria alla memoria a Ed McBain, prevedere l’eventuale intitolazione di una strada o di una piazza del paese, effettuare la traduzione in italiano e la stampa del libro “The Streets of Gold”, promuovere un evento letterario di richiamo internazionale.
Alla presidenza onoraria di detto comitato è stata chiamata la Sig.ra Dragica Hunter Dimitrijevic.
Alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria, prevista per il 17 agosto prossimo, sarà presente, fra gli altri, anche la vedova Sig.ra Dragica Hunter che giungerà direttamente dagli Stati Uniti, assisterà alla celebrazione ufficiale di Ed Mc Bain da parte di illustri relatori e porterà il suo personale contributo e testimonianza per la migliore conoscenza del personaggio.
La serata in onore di Evan Hunter, alias Ed McBain, vedrà la consegna della cittadinanza onoraria alla memoria nelle mani della sig.ra Dragica Hunter. Presentatore ed animatore della manifestazione sarà il giornalista della RAI Basilicata Rocco Brancati. Seguirà un momento musicale a cura della jazz band “Siris Jazz Quintet”.


Evan con la moglie Dragica

 

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