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ISCHIA
(Ponte e Porto)
testi da: Ischia isola per sognare (edizione Kina Italia)
foto: Pietro Mira
Ischia Ponte
Ischia
Ponte, sede municipale fino al 1925, e Ischia Porto, attuale sede
municipale, sono i due centri che formano il comune di Ischia, quello
più popoloso dell'isola nonchè quello che può vantare una maggiore
storia.
Le due località sono collegate dalla bellissima, tranquilla e
pittoresca pineta dove un tempo sorgeva la cittadina Geronda,
distrutta dalla colata lavica dell'ultima eruzione dalla quale i
gerondesi si salvarono rifugiandosi sullo scoglio Castello.
In seguito,
nell'Ottocento, i Borboni fecero piantare sopra la distesa di pietra
vulcanica la fittissima pineta di pini marittimi che ancora oggi
conferisce ombra e frescura a tutta la zona, rendendola il sito ideale
per la disposizione di alberghi e ville. Pur legate a doppio filo dalla
pineta e da un duplice cordone viario (l'uno a monte e l'altro verso il
mare), Ponte e Porto rappresentano in qualche modo i due spiriti
opposti, ma complementari, di Ischia: quello che si è concesso anima e
corpo al turismo e quello che ha conservato appassionatamene le proprie
tradizioni.
Ischia Ponte, un tempo chiamato Borgo Gelso, seppure poco
distante dai grandi alberghi e dai più accoglienti complessi turistici,
ha infatti mantenuto l'aspetto e le consuetudini del classico borgo di
pescatori. Le origini di Ponte sono antichissime, ma l'agglomerato
assunse una certa importanza solo quando gli abitanti decisero di
abbandonare il Castello per trasferirsi sulla terraferma. I progetti di
risanamento edilizio e urbanistico, realizzati intorno alla fine del XIX
secolo, abbattendo un'intera fila case di pescatori, in seguito
ricostruite in altra posizione, non hanno alterato sensibilmente la
struttura del paese. Espressione visibile dell'antichità del paese è
il Borgo del Celso, che porta l'antico nome del paese ed è raccolto tra
via Pontano, via Sogliuzzo e via del Seminario, intorno alla marina
della Corteglia.
In un agglomerato di case antiche, le cosiddette
"case mediterranee", viuzze umide e odorose di salsedine,
scalette, archi, barche tirate in secco e pronte per riprendere il mare,
una serie di palazzi signorili porta i nomi delle famiglie più
importanti nella storia del paese (i Lauro, i Gazzella, i Lafreschi, gli
Scalfati) e ricorda come il Borgo Celso sia stato centro sociale e
politico dell'isola oltre che sede vescovile dopo che il potere
religioso nel 1741 abbandonò il Castello. Tra li edifici più
importanti di Ponte vi sono certamente il Palazzo Vescovile con il
seminario annesso, le chiese dello Spirito Santo (costruita nel 1557 a
spese dei pescatori, che ne eleggono a tutt'oggi i gestori laici), di
Santa Maria di Costantinopoli (con una statua della Madonna oggetto di
particolare venerazione) e la Cattedrale.
La cattedrale di Ischia è intitolata a Santa Maria della Scala, un nome
che richiama quello di una chiesa precedente, edificata tra il Mille
e Duecento e annessa al Convento degli Agostiniani. A questa
antica chiesa vennero apportate modifiche sostanziali nel Trecento
e nel Quattrocento, in particolare dopo la terribile eruzione del 1301.
Nei primi anni del Seicento la Cattedrale venne completamente
ricostruita, su una pianta del tutto nuova, ma anche questo secondo
edificio venne demolito, probabilmente a causa dell'instabilità del
terreno vulcanico. La chiesa assunse la sua forma definitiva con la
ricostruzione portata a termine nel 1751 per opera dell'architetto
Antonio Massinetti e sfoggia oggi una facciata composta da due ordini
sovrapposti sovrastanti da un frontone, un impianto a croce latina e una
suggestiva torre campanaria. Vi si possono ammirare, trasportate dal
Casello quando venne abbandonato, le colonnine del battistero
provenienti dalla tomba del ciambellano della corte anioina Giovanni
Cossa, il crocifisso romanico e alcune tele di Giacinto Diano e di
Alfonso di Spigna.
Il Palazzo Vescovile, centro del potere religioso dell'isola a partire
dal 1738, nacque per volere di monsignor Schiffinati che vi volle
impiantare un seminario, attivo fino al 1865. Il palazzo è ancora oggi
sede diocesana e vi sono visibili numerosi reperti di considerevole
valore storico e artistico, come il bassorilievo marmoreo di epoca
paleocristiana detto Sarcofago d'Ischia (risalente al IV secolo a. C.) e
delle lastre appartenenti in origine alla Cattedrale del Castello.
Di grande suggestione visiva per il turista è anche la Torre
dell'Orologio, oggi sede municipale posta a dividere due strade
parallele e già in passato detta Torre dei Parlamentari, le cui tavole
commemorative ricordano la morte di Vittorio Emanuele II e la
costruzione dell'acquedotto dalla sorgente Buceto alla città, concluso
del 1875.
Ischia
Porto
Se Ischia Ponte è il cuore storico dell'isola, Ischia Porto ne
rappresenta senza dubbio il vero e proprio fulcro turistico e
commerciale. E' infatti qui che approdano i battelli e gli aliscafi
provenienti da Napoli e Pozzuoli, insieme ai motoscafi e agli yacht da
diporto. Ma il porto, oltre a costituire lo snodo di comunicazione
dell'isola, è anche una delle sue attrazioni turistiche: realizzato nel
1854 per volere di Ferdinando II di Borbone, re di Napoli, sfrutta
quello che in origine era l'alveo di un lago vulcanico noto come Lago
del Bagno, che già prima di divenire porto, grazie all'apertura di uno
sbocco sul mare, costituiva per l'isola una notevole fonte d'introiti:
il Comune infatti vi aveva l'esclusiva per la pesca, che dava in
concessione dietro una licenza.
La costruzione del porto venne iniziata
nel luglio del 1853, mettendo al lavoro i cosiddetti "coatti"
detenuti che di giorni prestavano, gratuitamente, la propria opera e di
notte venivano rinchiusi nelle galere del Castello. Un primo collaudo
ufficioso del nuovo porto venne svolto il 31 luglio dell'anno seguente
dalla nave a vapore Delfino, e un mese e mezzo dopo si tenne
l'inaugurazione ufficiale alla presenza di molta nobiltà e della
famiglia reale, rifugiatasi a Ischia per sfuggire a un'epidemia di
colera che si era abbattuta sulla capitale del regno. Una curiosità:
l'antico Lago dei Bagni è ancora oggi visibile in dipinto commissionato
dalla regina Maria Carolina nel 1792.
Tra i punti di maggiore interesse turistico di Ischia Porto vanno
segnalati almeno la Punta del Faro (sa cui si gode una magnifica
vista che giunge fino a Procida e ai Campi Flegrei), la Spiaggia degli
Inglesi e il Parco Termale di Castiglione, dalla cui spiaggia si accede
a una piccola grotta dove ci si può immergere in acque riscaldate dai
soffioni boraciferi posti sulle scogliere. Opere e luoghi di
rimarchevole interesse sono l'ex Villa Reale dei Borboni (oggi
stabilimento termale per militari), le Terme Comunali di via Jasolino
(risalenti al 1845), l'Acquario (posto sulla collinetta di San Pietro,
dipinto di un vivace rosso pompeiano e dotato di una cupola argentea,
ospita un laboratorio per lo studio della vita marina) e le chiese di
Santa Maria di Porto Salvo (voluta anch'essa da Ferdinando II, con
accesso al giardino della casa reale), di San Gerolamo (costruita nel
punto in cui la colata del 1301 coprì di lava case e campi), di San
Pietro (o "del Purgatorio, a pianta ovale e facciata convessa). Ma
il cuore della vita turistica e commerciale del luogo, oltre al porto,
si trova in corso Vittoria Colonna, dove si trovano negozi, boutique,
ristoranti e luoghi di ritrovo.
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