|

"...appare la cittadella ciclopica di Acerenza in un maestoso
vestito medievale. Su una montagna è fiorito un mazzo di case e di
tetti abbruniti dalle piogge e intorno , a difesa dagli smottamenti
e dagli assalti di stranieri ostili una murata compatta ha
trasformato il paese in una roccaforte imprendibile. ..."
Raffaele
Nigro "Viaggio in Basilicata" 1996
ACERENZA
m.833 s.l.m. - Abitanti 3.009 - Distanze da: Potenza Km 35 , Matera
Km 70 , Bari Km 120 , Metaponto Km 110 , Maratea Km 156 .
|
 |
|
 |
|
 |
IL
NOME: Gli Osci , che furono tra le
prime tribù lucane , occuparono le parti più elevate della Basilicata ,
tra cui il luogo al quale diedero il nome di "Akere" , in seguito "Acherutia".
Il poeta latino Orazio la menziona come "Acherontia" , riportando il
nome alla sua vera origine e al suo vero significato di "luogo alto".
LO STEMMA:
Raffigura due mani che si uniscono
stringendo una rosa , segno di amicizia e fratellanza. Nel 1476
Ferdinando d'Aragona , Re di Napoli , concesse l'aggiunta del monogramma
"M.F." , cioè "Maxima Fides" , per premiare la devozione e la fedeltà
della città.
|
 |
LA STORIA: Acerenza sorge maestosa ad oltre 800 metri s.l.m.
su una rupe arenaria a cavallo tra il fiume Bradano e il suo affluente
Fiumarella.Le origini della città si perdono nella notte dei tempi:
manufatti litici rinvenuti in loco ci riportano all'età della pietra, ma
la vera storia di Acerenza, l'antica Acherontia cantata da Orazio, ci
riporta alla conquista romana ad opera del console Giunio Bubulco nel
318 a.C., come ricordato dallo storico Livio e alle vicende della guerra
tra Roma e Pirro.La città riconquistata dal console Levino nel 210 a. C.
divenne Colonia romana nel periodo repubblicano e poi Municipium in
quello imperiale.Di quest'ultimo periodo sono l'epigrafe e il busto
dedicato all'imperatore Giuliano detto l'apostata dal Senato Acheruntino,
conservati nel museo della Cattedrale.Numerose altre epigrafi funerarie
sono venute alla luce negli ultimi anni, alcune delle quali molto
interessanti che attestano la vivacità di questo sito nei primi secoli
dell'era cristiana.Un'iscrizione votiva dedicata al dio Ercole
acheruntino e conservata nel museo di Lucera, attesterebbe l'esistenza
di un culto diffuso in suo onore, ipotesi avallata dal ritrovamento di
un bronzetto di circa 25 cm. di altezza raffigurante l'eroe nel tipico
atteggiamento, con clava e pelle leonina.Il culto fa naturalmente
pensare all'esistenza di un tempio, in onore del dio, e alcune delle
colonne sarebbero state riutilizzate e visibili nel deambulatorio della
Cattedrale.Con la caduta dell'impero romano, presa da Totila, Acerenza
divenne una delle roccaforti dei Goti e più tardi fu occupata dai
Longobardi che la fortificarono e costruirono un castello, poi
ingrandito e rimaneggiato nel tempo, il cui impianto è venuto fuori in
tutto il suo splendore dopo i recenti restauri e presto sede di un museo
diocesano d'arte sacra.Acerenza ha poi vissuto tra la fine del VII
e gli inizi del XII secolo, senza dubbio, il periodo
più glorioso della sua storia sia sul piano religioso che politico -
amministrativo.Il vescovo Leone II (776-799), fatta costruire una nuova
e più grande cattedrale, accolse degnamente le spoglie del santo vescovo
e martire Canio, traslate nel 799 da Atella di Campania, e da allora
patrono della città.In quegli anni Acerenza, dal punto di vista
amministrativo, era la capitale del più vasto gastaldato del principato
longobardo di Benevento.Signore e Gastaldo era Sicone, proveniente da
Spoleto, altro principato longobardo, uomo saggio, forte e temerario che
nel 817, eliminato Grimoaldo IV principe di Benevento, ne prese il posto
e governò con grande equilibrio fino all'anno 832.Il vasto territorio di
Acerenza seguì la sorte del ducato e fu diviso tra Benevento e Salerno e
per decenni la città fu contesa, per la sua eccellente posizione
strategica tra Roma e Bisanzio.Nel 978 fu conquistata dall'esercito
bizantino e nello stesso anno fu nominato e consacrato arcivescovo, con
rito orientale, un certo PAO (detto Paolo) dipendente dal metropolita di
Otranto.La denominazione greco-ortodossa durò all'incirca 80 anni,
durante tale periodo furono consacrati ad Acerenza arcivescovi con rito
orientale.Agli albori del secondo millennio, arrivò nell'Italia
meridionale una nuova popolazione, i Normanni (Nord-man, uomini del
Nord), dapprima mercenari al servizio dei duchi di Salerno, Benevento e
degli stessi bizantini e nel 1027, Rainulfo Drengot, ottenuta dal duca
di Napoli la contea di Aversa in cambio dell'aiuto prestato nella guerra
contro Capua, iniziò così la conquista di tutto il mezzogiorno d'Italia,
una dominazione che durò fino alla fine del XII secolo.Dopo
l'ubbidienza di Acerenza e di tutta la Puglia al Conte Unfredo nel 1053,
come si apprende dal poeta Guglielmo Pugliese, gli Acheruntini si
ribellarono al conte Asclettino, confermato loro signore da Roberto il
Guiscardo duca di Puglia, che, ambizioso ed audace, impiegò la forza per
ridurre all'obbedienza i rivoltosi:"Anno 1061 Robertus Dux coepit
civitatem Acheruntiam" Roberto il Guiscardo nel Concilio di Melfi
del 1059 prestò giuramento di fedeltà alla Chiesa di Roma.Nello stesso
Concilio il vescovo di Acerenza Godano, monaco Clunyacense (1059-1061)
artefice dell'accordo tra Papato e Normanni ottenne il titolo di
Arcivescovo con giurisdizione ecclesiastica sulle sedi vescovili di
Potenza, Tricarico, Tursi, Venosa e Gravina.Fu allora che l'Arcivescovo,
con i generosi finanziamenti di Roberto iniziò la costruzione di una
nuova ed imponente Cattedrale, degna del nuovo e più importante ruolo
assegnatogli dal Papa Niccolò II.Tuttavia fu Arnaldo, abate di Cluny
venuto al seguito dei normanni, che nominato Arcivescovo nel 1067,
continuò i lavori a mezzo di maestranze locali dirette da architetti
francesi, i quali si ispirarono all'architettura dell'abbazia
benedettina di Cluny. Lo stesso Arcivescovo nel 1080 consacrò
solennemente il nuovo e maestoso tempio dedicato a Santa Maria Assunta e
a San Canio.Con il matrimonio di Costanza, regina normanna, con Enrico
VI di Svevia, l'Italia Meridionale passò sotto il dominio Svevo e
Acerenza si schierò con i nuovi sovrani contro il papato, divenendo una
roccaforte ghibellina alla cui testa fu posto Galvano Lancia, zio del
principe Manfredi.Con il tramonto della potenza sveva, Acerenza fu
tenuta in grande considerazione dagli Angioni che sognavano la
costruzione di una nuova e più bella cattedrale, da erigersi fuori le
mura (1281), il progetto, ideato dal Re Carlo d'Angiò, non trovò
attuazione.Dagli Angioini passò sotto il dominio degli Aragonesi e,
infeudata a baroni avidi e senza scrupoli, gli acheruntini ricorsero
direttamente al sovrano Ferdinando che liberò la città dalla soggezione
baronale e la rese libera e demaniale e nel 1476 donò ad Acerenza un
nuovo stemma, come riconoscimento della devozione e fedeltà al sovrano,
non solo, invitò anche, ufficialmente, tutta la cittadinanza al
matrimonio della figlia con il Re d'Ungheria, come ricordato dal
Racioppi. Durante tale periodo e precisamente nel 1456, la città subì
uno spaventoso terremoto che distrusse buona parte delle abitazioni e vi
trovarono la morte oltre 1200 cittadini, il sisma danneggiò gravemente
anche la cattedrale.Nell'anno 1477, Acerenza perse l'antico privilegio
di città demaniale, fu infatti acquistata dalla famiglia Ferrillo e
precisamente da Matteo Ferrillo esponente della municipalità napoletana,
e conte di Muro Lucano. Durante il governo dei Ferrillo la città conobbe
un periodo di ripresa delle attività di ricostruzione e trasformazione
urbana, e di riedificazione della cattedrale gravemente segnata dal
terribile terremoto del 1456 e nello stesso tempo vi fu una ripresa
delle attività artistiche. Risale agli inizi del nuovo secolo la
committenza di Giacomo Alfonso Ferrillo a un maestro architetto, Pietro
di Muro Lucano, di realizzare una cripta sotto l'area presbiterale, dopo
l'innalzamento del piano originale, e portata a compimento nel 1524,
abbellita negli anni successivi dal frescante di Abriola Giovanni
Todisco.Una congiuntura favorevole per Acerenza fu anche la nomina ad
arcivescovo della città di un uomo di profonda cultura artistica nonché
religiosa e dottrinale, tanto da prendere parte attiva ai lavori del
concilio di Trento; questi era Giovanni Michele Saraceno, nominato
arcivescovo nel 1531 e cardinale venti anni più tardi. Si attivò per la
ricostruzione del campanile affidando i lavori allo stesso maestro
Pietro di Muro Lucano, esecutore anche dell'edicola in pietra dedicata
al SS. Sacramento e voluta da Sigismondo Saraceno, nipote di Giovanni
Michele, succedutogli sulla cattedra episcopale nel 1557 a soli 25 anni.
Il giovane arcivescovo proseguì l'opera di abbellimento della cattedrale
commissionando al pittore Antonio Stabile il grande polittico della
Madonna del rosario con i 15 misteri, situato nel transetto destro e due
tavole raffiguranti l'ultima cena e la deposizione, incastonate
nell'arco formato dall'edicola in pietra, innanzi detta.Nel XVII secolo
Acerenza seguì la sorte comune delle altre città feudali del regno, un
continuo passaggio da una famiglia all'altra: dagli Orsini ai Pinelli,
dai Pignatelli-Belmonte ai Lancillotti, infine ai Panni che
l'acquistarono per 21.500 ducati. Sede del Giudicato di pace nel periodo
napoleonico e capoluogo di circondario, dall'unificazione dell'Italia fu
sede degli uffici del Registro e delle Imposte dirette e del collegio
elettorale ove, per alcune legislature, venne eletto deputato il più
volte ministro Emanuele Gianturco della vicina Avigliano.
(notizie tratte dal
sito www.acerenza.com)
 |
 |
NOTIZIE GENERALI: Acerenza, inserita tra i Borghi Più
Belli D'Italia , è una delle più antiche città
della Basilicata ed è situata a 833 metri s.l.m. su una rupe tra il
Bradano ed il suo affluente Fiumarella.Vista dalla valle, la città, dà
l'impressione di una fortezza inespugnabile, posta com'è su una rupe di
tufo arenario.Anticamente la sua posizione era considerata importante
dal punto di vista strategico-militare, in quanto dominava le grandi
arterie che collegavano il sud con Roma: la via Appia, l'Appia-Traiana e
la via Erculea che portava sulla costa ionica.Dal 1059 fino al 1977 fu
l'unica sede Metropolita di tutta la Basilicata e dal 1642 sino alla
fine del secolo scorso, fu sede del Seminario regionale.Il Comune di
Acerenza, con i suoi 3.000 abitanti, regge la sua economia sui settori
tradizionali: l'agricoltura e piccole imprese artigiane.Dal 1972 è sede
di comunità montana, comprendente i comuni dell'Alto Bradano, con un
territorio molto vasto e una popolazione di oltre 30.000 abitanti.Ad
Acerenza, opera un centro di riabilitazione psico-motorio, dipendente
dal presidio ospedaliero S. Carlo di Potenza situato in una tenuta di
proprietà dell'Archidiocesi, all'interno della stessa c'è il Villaggio
Tabor, molto frequentato dai giovani dell'Azione Cattolica provenienti
da tutta Italia, nonché la residenza estiva dell'Arcivescovo, il tutto
circondato da una vasta pineta.Nel suo territorio, Acerenza, possiede un
invidiabile patrimonio boschivo, di circa 900 ettari. Il bosco si
estende a nord-ovest, tra il fiume Bradano e la Fiumarella e in buona
parte lungo il lago artificiale, formatosi a seguito dello sbarramento
costruito sul fiume Bradano.Il caratteristico Centro Storico che
conserva quasi intatta la struttura medievale fatta di strette vie che
si intersecano fra di loro, custodisce gelosamente il suo gioiello: la
Cattedrale, che si impone prepotentemente all'attenzione dei tanti
visitatori, molti stranieri, che specie nel periodo estivo ammirano
questo monumento, dichiarato di interesse nazionale, di eccezionale
valore artistico e storico.Tra breve il turista potrà ammirare, nel
costruendo museo ricavato nell'antico castello medioevale, materiale
archeologico di epoca greca, romana e oggetti d'arte sacra di ogni epoca
da tempo gelosamente custoditi che raccontano la storia più che
millenaria di una delle sedi vescovili più antiche e gloriose di tutto
il Mezzogiorno d'Italia.Giungendo da Potenza o da Bari si scopre una
ridente e moderna cittadina dalle strade larghe e case di nuova
costruzione e si capisce subito che si tratta della parte nuova della
città costruita su un altopiano ai piedi dell'antica Acheruntia
medioevale.
(notizie tratte dal
sito www.acerenza.com)
DA VEDERE: L'imponente Cattedrale del secolo XI ,
di stile romanico-cluniacense , con la sua splendida
cripta rinascimentale del 1524 e tutti i suoi particolari
architettonici e decorativi ; il Palazzo Cinquecentesco
dell'ex-pretura ; i vicoletti del Centro Storico
con i loro palazzi gentilizi settecenteschi dai pittoreschi portalini in
pietra ; il Palazzo della Curia Vecchia
; la Porta San Canio ; il Palazzo Gala
; la Chiesetta Gentilizia di San Vincenzo ; il
Museo dei Legni Intagliati presso il Convento di Sant'Antonio
(donazione all'arcidiocesi di Acerenza degli eredi di Giuseppe e
Giovanni Di Trani nel 1991) ; il Museo Diocesano di Arte Sacra
di prossima apertura nei locali dell'attuale Vescovado , dove vi
confluiranno opere di grande pregio provenienti dal tesoro della
cattedrale e di altre chiese dell'Arcidiocesi , più l'archivio con
documenti su pergamena e lettere miniate ; il Museo della
Civiltà Contadina .
FOLKLORE: 4° sabato di aprile : Incoronatella ,
tradizionale festa di campagna - 8 maggio : San Michele , festa
di campagna - 25 maggio: Festa di San Canio (Patrono) con
processione per le vie del paese - 13 giugno : Festa di Sant'Antonio
, con processione per le vie del paese - 1-20 agosto : Agosto
Acheruntino , rassegna musicale ed artistica - 11-12 agosto :
"Dai Longobardi ai Normanni e la Storia di una Cattedrale" , corteo
storico e rappresentazione teatrale in costume d'epoca .
COME ARRIVARCI: In auto : da Bari SS 96 - 96 bis
uscita Acerenza Km 10 - da Foggia SS 658 uscita San Giorgio Km 20 - da
Potenza SS 658 uscita San Nicola km 20 . In treno : da Bari o da
Potenza Ferrovie Apulo-Lucane , stazione Acerenza Scalo.
DOVE MANGIARE: "Ristorante Al Duomo" (Piazza Glinni -
Cucina Locale e Casareccia - Tel. 0971/741017) - "Ristorante Palazzo
Gala" (Via Vittorio Emanuele II° - Cucina Locale - Tel. 0971/741163)
- "Osteria Due Lanterne" (Viale Aldo Moro - Cucina Locale - Tel.
0971/741076 ) - "Hotel Ristorante Il Casone" (Bosco San Giuliano
- Piatti Tradizionali Lucani - Tel. 0971/741141) .
DOVE DORMIRE: "Hotel Ristorante Il Casone" (Bosco San
Giuliano - Albergo con camere confortevoli immerso nel bosco San
Giuliano - Tel. 0971/741141) .
INFORMAZIONI TURISTICHE: Presidio Turistico A.P.T. -
Largo Diaz , 4 - Tel. 0971/741021 - Municipio di Acerenza Tel.
0971/741811 .
ACERENZA NEL WEB:
www.acerenza.com -
www.comune.acerenza.pz.it
GRAZIE AL
SINDACO ANTONIO GIORDANO PER LA DISPONIBILITA' E CORTESIA
Impaginazione a cura di Roberto Di Napoli; pagina inserita il 15
luglio 2005
IMMAGINI DI ACERENZA
|