LA STORIA DI SAN DONATO MARTIRE

 

Ruvo del Monte ha dal 1611 come suo Patrono San Rocco , il cui culto si diffuse all'epoca ed è ancora importantissimo in tutta la Basilicata ;  ancora più antico è il culto di Sant'Anna  . Come dettagliatamente riferisce Mons. Giuseppe Ciampa , Arciprete di Ruvo del Monte dal 1933 al 1980 (anno della morte) nel suo libro "Ruvo del Monte - Notizie Storiche" (1959) , nel 1783 tuttavia tutto il Clero ruvese , partecipante e non , si riunisce per una importantissima decisione che avrebbe avuto grandissima influenza sulla vita cristiana dei ruvesi : chiedere a Roma , al Papa , il corpo di uno dei primi martiri cristiani sepolti nelle catacombe  , quello che sarà il corpo di San Donato Martire . Ecco il testo della richiesta :

"... Noi qui sottoscritti di proprie mani sacerdoti partecipanti e non partecipanti della Chiesa arcipretale di questa terra di Ruvo , venendoci riferito che il molto rev. don Francesco Antonio di Paola , presidente generale della Congregazione del S.S. Redentore nello Stato della Romagna , voglia benignamente compiacersi di procurarci dalla S. Sede un corpo Santo sotto il titolo di S. Donato , con offerirsi di succumbere lui a tutta quella spesa , che vi occorrerà , ed anche per il trasporto , purché da noi si accettasse di voler compensare detta spesa con la celebrazione di 900 Messe , secondo la sua intenzione cioè di detto numero di Messe celebrarne Messe 600 per tutto il venturo mese di agosto 1783 e le restante messe 300 celebrassino con comodo in appresso . Ed essendosi capitularmente proposto tal pio sentimento , con unanimo consenso di tutti si è concluso accettarsi detta offerta , come infatti si accetta e ci obbligamo far sortire detta celebrazione di Messe al n. di 600 per tutto il mese di agosto 1783 , come pure l'altre messe 300 celebrarsi in appresso e di esse farne tra noi presenti la dovuta ripartizione . Con patto e condizione che trovandosi molti preti cittadini di questa terra assenti e non consapevoli d'un opera tanto pietosa , volendo essi assenti acconsentire al suddetto peso di Messe per indi partecipare delle grazie di detto santo ed elemosine che si sperano , devesi la loro rispettiva porzione scalarsi dal peso presente che noi ci addossiamo ; e nel caso che questi o altri non volessero acconsentire a tal peso , restano esclusi dal beneficio delle grazie ed elemosine ; così pure venendo la pietà dei fedeli a succumbere larga elemosina così che sopravanzino tutta la spesa del bisognevole , il di più che resterà si dovrà ripartire tra li soli obbligati ut supra rispettivamente e stante questa conclusione da noi fatta , volemo che si riferisca al Rev.do Padre Don Francesco Antonio di Paola che noi si adempirà a detta obbligazione , per poter esso Lui sollecitare l'affare e con tutta prestezza possibile farci ottenere questo Sacro Pegno , che speriamo che sia Protettore speciale delle nostre anime , di cui tutto questo Paese e di quei divoti , che a lui si raccomanderanno ed in fede del vero abbiamo sottoscritto il presente obbligo e contentamente di nostre mani..."   

La richiesta è firmata dall'Arciprete di Ruvo Don Antonio Carnevale a da altri 13 sacerdoti presenti .

IL DOCUMENTO DELLA RICHIESTA AL PAPA DEL 1783 CONSERVATO NELL'ARCHIVIO PARROCCHIALE


LA PRIMA PAGINA

LA SECONDA PAGINA

Ricevuta la garanzia dal Clero ruvese Don Francesco Antonio di Paola si dette immediatamente da fare ed ottenne in breve tempo dall'allora Papa Pio VI° il corpo del Martire che riposava nella quiete delle catacombe . Si doveva però sopperire alla enorme difficoltà del trasporto delle reliquie del Santo da Roma a Ruvo , in un'epoca in cui non c'erano nè strade nè ferrovie , ma solo selciati e tratturi di campagna . La fede del Clero e dei ruvesi vinse , però , ogni ostacolo a costo di enormi sacrifici di denaro , e San Donato non esiterà , secondo la tradizione , a ricompensare questo grande amore con un miracolo davvero straordinario . Si narra , infatti , che l'anno 1783 era molto triste per l'agricoltura : non pioveva da sette mesi , tutto era arso e brullo , i raccolti quasi compromessi e , si dice , persino gli alberi avevano perso il loro manto verde . Era un susseguirsi di giornate afosissime e si pregava incessantemente il Cielo perché piovesse , ma inutilmente : questo miracolo era riservato a San Donato . Infatti , dopo sei mesi di viaggio , il corpo del Santo stava per arrivare a Ruvo : la notizia si era sparsa subito per il paese ed ognuno voleva essere il primo a baciare e venire incontro all'urna di San Donato . Il gran giorno arrivò la seconda domenica di agosto del 1783 : tutto il paese corse incontro al Santo che veniva portato a spalla da volenterosi devoti e proveniva dal pubblico carraro da Macchia Della Corte . Così scrive Mons. Ciampa nel libro sopra citato : "...noi possiamo appena immaginare la gioia grande che prese tutti quando videro spuntare i fortunati portatori : tutti si prostrarono in ginocchio , vollero baciare , ammirare il Corpo ed infine piangendo , quasi per mettere a prova la potenza del novello protettore , si chiese il miracolo della pioggia . Dio volle glorificare il Suo Martire e la tradizione continua ad affermare che subito il cielo si coprì di dense nubi , una pioggia abbondante cominciò a cadere seguendo passo passo l'avanzare dell'urna benedetta : sicché appena questa fu al riparo nella Chiesa di S. Anna , allora sita fuori dall'abitato (quanto due tiri di schioppo n.d.r.) l'acqua venne giù abbondante per sette giorni consecutivi : la campagna fu ristorata e il raccolto discreto , contro le umane previsioni . Fu questo uno dei primi miracoli con cui il grande martire volle mostrare la sua potente intercessione presso Dio ."  Da allora ogni anno il giorno della festa di San Donato anche poche gocce di pioggia ci ricordano l'arrivo a Ruvo del Santo , ma ci sono state occasioni di veri e propri diluvi durante la processione , come quello del bicentenario del 1983 che tutti ricordano .

"Il 24 agosto 1783 fu giorno di grande letizia per il paese . Tutti : popolo , autorità e clero si trovarono nella cappella di S. Anna . Presiedeva il Rev.do Arciprete Carnevale , quale delegato dell'Ill.mo Mons. De Luca , Vescovo di Muro , presente anche D. Michele Dardes "Governatore e giudice di questa corte locale"  , i periti fisici D. Crispomisio Carnevale e D. Marco Nicola Bilozza e il R. Notaio de Paola da cui fu redatto l'atto ufficiale della ricognizione , che si conserva anche oggi gelosamente nel nostro Archivio Parrocchiale . L'Urna contenente le sacre reliquie fu trovata intatta così com'era stata spedita da Roma . Si trattava di una cassa di legno , dipinta di color marmoreo , avendo nella parete anteriore un cristallo giunto in due pezzi incorniciato d'oro , lunga palmi 5 , alta 2 e mezzo , larga 2 e un quarto . Attraverso i cristalli si osserva uno scheletro umano rivestito all'uso degli antichi soldati , con seta di vari colori , con corazza , in mezzo al petto il nome di Cristo di rubini rossi , situato alla supina , come d'uomo che dorme , col capo poggiato su due cuscini di seta , con mano distese e nella sinistra una palma . Le ossa visibili nelle braccia , nelle mani , nelle gambe e piedi , coperte solo da una delicata reticella di filo dorato . Ai piedi un vaso dorato a guisa di pisside contenente una bottiglietta vitrea con dentro sangue grumito , colla scritta "vas sanguinis" . La cassa era munita di quattro suggelli e delle lettere testimoniali dell'Ill.mo Mons. Marcucci Viceregente di Roma .

IL DOCUMENTO DELLA RICOGNIZIONE DELLE RELIQUIE DEL 24 AGOSTO 1783 CONSERVATO NELL'ARCHIVIO PARROCCHIALE

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LA SECONDA PAGINA

Riconosciuta autentica la Sacra Reliquia si ordina che con grande pompa sia trasportata dalla cappella di S. Anna alla chiesa Matrice di Ruvo , ove era stato preparato per essa un ricco altare , il primo a cominciare dal campanile , in cornu evangeli. Tra i documenti , conservati dal nostro archivio con cura del tutto speciale , c'è ancora la bolla spedita dalla Curia Romana che dice così :

"... Francesco Antonio Marcucci , Patrizio Ascolano , per grazia di Dio e della S. Sede Apostolica Vescovo di Monte Alto nel Piceno , Abate del Monte Santo in Aprutino , prelato domestico di SS. , assistente al Soglio Pontificio , Vice gerente dell'Alma Città a tutti e singoli quelli che leggeranno questa nostra lettera , facciamo fede ed attestiamo che noi per la maggior gloria di dio e venerazione dei suoi Santi , abbiamo donato e concesso il corpo di S. Donato Martire , insieme all'ampolla del suo sangue , estratto da luoghi autentici e dopo essere stato legittimamente riconosciuto e riposto in cassa di legno , munita di cristallo nella parte anteriore e sigillata da noi , con facoltà di ritenerla presso di sé o di donarla ad altri ed di esporla in qualsiasi chiesa o oratorio o cappella pubblica per la venerazione dei fedeli . Per far fede ecc.  Dato , a Roma , il cinque maggio 1783 . ..." Segue la firma e il suggello .

Il Santo riscosse subito anche nei paesi vicini grande devozione e molti venivano pellegrini al suo altare sin dall'inizio : le offerte dei fedeli furono subito larghe tanto che , con deliberazione del 1° settembre 1790 , il Clero stabiliva "che vi è bisogno di un miglior ordine e regolamento per l'elemosine del glorioso Martire S. Donato , affidarsi le medesime a persona di probità e di zelo per non marciare alla rinfusa e senza il piacere di sapersi dal Clero il quantitativo dell'introito ed esito a fronte delle tante spese corse finora , perciò si chiede l'elezione da oggi in avanti di un Procuratore con due deputati , che n'abbiano particolar cura..."  " .

Quando arrivarono le reliquie di San Donato nella Chiesa Madre (24 agosto 1783) , questa non era ancora come è adesso : era costituita dall'attuale zona del campanile , della sagrestia , dell'abside , del presbiterio e dell'arcata che comunica le due navate . L'Urna originaria di San Donato , come detto non molto grande , fu sistemata nel sopra citato " ricco altare" , nell'ampio spazio antistante l'attuale porta della sagrestia , dove fu preparata una nicchia di pietra locale , riportante sul frontespizio l'anno 1783 . Questa cappella fu detta "Cappellone di San Donato" e così rimase sino ai lavori di restauro della Chiesa Madre avvenuti dal 1936 al 1938 . 

L'URNA ORIGINARIA CHE RECAVA LE RELIQUIE DEL SANTO NEL 1783

 Alla fine di questi lavori fu realizzata la nuova urna contenente la nuova statua di San Donato Martire , realizzata dall'artista Beniamino Natola di Foggia , che fu rivestita , così com'è oggi , di abiti color porpora a ricami in oro fino in stile di epoca romana . La vecchia urna fu divisa in due ed appesa alla parete dietro all'altare maggiore , come bacheca  , contenente i vestiti originali , la reticella di filo dorato che ricopriva le ossa ed un'incisione riproducente l'urna originaria . Oggi è esposta nel Museo di Arte Sacra della Parrocchia di Ruvo del Monte .

L'URNA ORIGINARIA COME E' ESPOSTA OGGI NEL MUSEO DI ARTE SACRA PARROCCHIALE

La statua  che custodì le reliquie di San Donato sino  a domenica 18 novembre 2008 fu scolpita nel 1949 , e collocata in un'urna di metallo , mentre nel 1967 fu realizzata dalla ditta Santifaller della Valgardena la nuova urna in legno , anch'essa integra sino a domenica 18 novembre 2008 , dorata in oro zecchino , collocata sotto l'altare maggiore al centro dell'abside , dove rimase fino al terremoto del 23 novembre 1980 .

LA STATUA E L'URNA IN METALLO DEL 1949
L'URNA DEL 1967
LA COLLOCAZIONE DELL'URNA DI SAN DONATO SOTTO L'ALTARE MAGGIORE SINO AL 23 NOVEMBRE 1980

Negli anni in cui la Chiesa Madre è stata chiusa per i lavori di ricostruzione dal terremoto (1980 - 1997 ) la Statua di San Donato Martire è stata collocata nella Chiesa provvisoria nei locali dell'attuale Circolo A.N.S.P.I. , ed è definitivamente ritornata nella Chiesa Madre alla sua riapertura al culto nell'agosto 1997 . 

L'otto agosto 2000 è stato inaugurato il nuovo altare di San Donato Martire al centro della navata secondaria , dove era l'altare del Purgatorio , con una nuova opera decorativa costituita da un'arcata a quattro colonne , sotto la quale vi è l'urna del Santo , realizzata con le offerte dei fedeli dal Comitato Feste Patronali degli anni 1994 - 1999 .     

San Donato è molto amato da tutti i ruvesi : è come il simbolo che li tiene tutti uniti in ogni parte del mondo essi siano e nella casa di nessuno di essi manca la foto o l'immaginetta del Santo . Nessuno , se può , manca a Ruvo il giorno della sua festa , giorno solenne per Ruvo del Monte , nel corso del quale si comincia con le note della banda musicale , si prosegue con la messa e la solenne processione e si termina con il concerto musicale ed i fuochi d'artificio . La data della festa è stata , sino agli anni '60 , quella della seconda domenica di agosto , a ricordo dell'arrivo a Ruvo di San Donato Martire , e la processione veniva fatta portando contemporaneamente le statue di San Rocco e di San Donato . Dagli anni '70 è stata fissata al 17 agosto la festa di San Rocco ed al 18 agosto quella di San Donato Martire . Successivamente , dal mese di agosto 2005 , la festa di San Rocco è stata riportata alla data liturgica del 16 agosto , così c'è un giorno di riposo tra le più importanti festività religiose di Ruvo del Monte.

FIGURINE PER DEVOTI

La data di domenica 18 novembre 2007 sarà ricordata a Ruvo del Monte come una delle più tristi della propria storia : nel primo pomeriggio di questo giorno , infatti , un insano gesto ha provocato nella Chiesa Madre il danneggiamento dell'altare maggiore , del crocifisso , dei candelieri dell'abside , dell'ambone , di alcuni banchi , della Statua di San Gerardo Maiella e la distruzione completa dell'Urna e della Statua di San Donato Martire.
Superati i primi e inevitabili momenti di sgomento , la comunità religiosa e civile di Ruvo del Monte si sono messe subito al lavoro per restituire ai fedeli l'urna e la statua del Santo Protettore.
Grazie all'impegno di un costituito comitato ed ai contributi giunti da ogni parte del mondo , nel giro di neppure otto mesi il miracolo si è compiuto : domenica 6 luglio 2008 l'Urna e la Statua restaurate di San Donato Martire rientravano nella Chiesa Madre , prendendo posto sull'altare dedicato al Santo.
Di seguito la cronaca e l'evolversi degli eventi , così come riferiti dal nostro sito internet (cliccare con il mouse sulla frase per accedere al contenuto).

18 novembre 2007 : DISTRUTTA LA STATUA DI SAN DONATO MARTIRE

24 novembre 2007 : INIZIA LA RACCOLTA DI FONDI PER SAN DONATO MARTIRE

6 dicembre 2007 : SI COSTITUISCE IL COMITATO PER IL RESTAURO DELLA STATUA

17  dicembre 2007 : BENEDIZIONE DELL'IMMAGINE SOSTITUTIVA DELLA STATUA

15 marzo 2008 : COMUNICATO A TUTTI I CONTRIBUENTI DEL RESTAURO

13 giugno 2008 : LA RICOGNIZIONE DELLE RELIQUIE DI SAN DONATO MARTIRE

21 giugno 2008 : LA STATUA RESTAURATA DI SAN DONATO  RITORNA A RUVO

6 luglio 2008 : SAN DONATO MARTIRE RITORNA NELLA SUA CASA

4 agosto 2008 : PUBBLICAZIONE DEL LIBRO DI DON GERARDO GUGLIOTTA

LA FESTA DI SAN DONATO E LA SUA EVOLUZIONE NEL CORSO DI DUE SECOLI
(CAPITOLO TRATTO DAL LIBRO "RUVO DEL MONTE-SAN DONATO MARTIRE" DI DON GERARDO GUGLIOTTA - 2008)

 

Roberto Di Napoli

Bibliografia : Mons. Giuseppe Maria Ciampa "Ruvo del Monte - Notizie Storiche" (Tipografia Casa Del Sacro Cuore - Sant'Agata di Puglia - 1959) - Don Gerardo Gugliotta "Ruvo Del Monte in immagini" (Valsele Tipografica - Materdomini - 2002) .

 

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