UNA VOLTA I
QUARTIERI PULLULAVANO DI VITA …
E NEL RICORDO SI FESTEGGIA
Di Giuseppe Santomenna articolo tratto dal notiziario Ruvese
Luglio-agosto 2008
Questo nostro piccolo paese era un tempo un piccolo mondo
compiuto, c’era miseria e c’era vita, c’era ignoranza e c’era
cultura, qui arrivata da fuori o autoctona (vedi le testimonianze
archeologiche presso il museo civico, il convento, vedi il Castello
e la Torre ecc.); ma il fulcro di esso erano i quartieri.
Non c’era casa,anfratto che non fosse occupato. I mestieri erano
dislocati in ogni dove(falegnami, sarti, ciabattini stagnini,
mugnai, fornai, barbieri, muratori, piccole botteghe ecc.), il paese
era pieno di vita,le campagne erano tutte produttive ogni fazzoletto
di terra coltivato per trarre il sostentamento necessario e sfamare,
con sacrifici, le tante bocche, quando i figli erano l’unica
ricchezza delle famiglie.
In quel tempo nel quartiere vigeva il rispetto, l’amicizia, la
concordia e la solidarietà.
I nonni non piu’abili al lavoro dei campi o alle professioni,
crescevano i nipotini, senza disdegnare lo sguardo e l’attenzione
agli altri bambini del quartiere, i cui genitori erano impegnati nel
duro lavoro della campagna.
Tra massaie ci riprestava ditutto e ci si aiutava a vicenda e la
vita, nonostante fosse dura,scorreva nella serenità con santa la
benedizione e il Timore di Dio.Ogni tanto una festicciola, in una
casa o nel piccolo slargo del quartiere, rendeva tutti felici.Erano
altri tempi…
Ma qualcuno li conserva bene nella memoria,soprattutto gli
emigranti. Ebbene alcune famiglie del quartiere”Murati” alti-
pendici del castello (media Via Europa,Via Mazzini e traversa
Garibaldi) su iniziativa di Domenico Grieco residente a Roma nel
periodo di agosto quando sono presenti vari emigranti provenienti da
ogni dove,sin dal 2006 organizzano una giornata di
sana,spensieratezza ed allegria,e mettendo ognuno un qualcosa di suo
e partecipandovi manualmente,ognuno secondo le proprie possibilità e
capacità alla preparazione di un succulento pranzo secondo le
ricette di un tempo.
Quest’anno,43 persone,hanno partecipato alla festa di quartiere con
una lunga e ricca tavolata ubicata nella traversa
Garibaldi,dall’arco Maselli all’ex casa Cuoco Vito Michele.
E’ stata un’occasione-grazie al richiamo delle feste padronali per
rivivere -Ruvo come ai vecchi tempi,una festa nel segno
dell’amicizia di un vicinato,un’occasione per stare insieme nella
semplicità delle persone.Grazie Domenico,perché Ruvo ha bisogno di
queste affettuosità di questi legami forti dei suoi figli alla sua
terra. E’una lezione per i tanti residentiche vivono questo paese
come un peso,come una condanna,da cui tentano di evadere e si fanno
guerra tutti i giorni, perché hanno perso il senso della vita e dei
giusti valori(famiglia,lavoro,amicizia,rispetto,solidarietà,presenza
del divino ecc.) rincorrendo inutili chimere ed
illusioni(divertimento sfrenato,facile guadagno ecc.) che ci rendono
bestie dall’animo inaridito,pronti a sopraffare l’altro.
Grazie Giuseppe per questo
articolo,spero che altri ruvesi prendano spunto da questa
iniziativa e a proprio modo possano fare rivivere i quartieri. Non
posso prendermi il merito di queste iniziative se già il primo
anno Peppino Cristiano con la famiglia e zio Michele e Assunta Stia
non avessero improvvisato la prima festa. Naturalmente come anche tu
sottolinei il ringraziamento è rivolto a tutti i partecipanti.
Domenico Grieco
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