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L’artista
ruvese del ferro battuto “vola” in alto
UN
PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO
A
Donato Antonio SUOZZI:
la
targa onorifica della Presidenza della Repubblica
di
Giuseppe
Santomenna*
Tra i tanti e bravi artisti ruvesi, un posto particolare lo
occupa sicuramente Donato
Antonio Suozzi, maestro dell’arte del ferro battuto a mano, nato a
Ruvo del Monte il 13/10/1937, da
Suozzi Michele e Vasti Maria Lucia, terzogenito di ben sei figli.
Egli incominciò a lavorare nel laboratorio artigiano del padre Michele,
fabbro, la cosiddetta “forgia”, dove appunto si forgiavano i
metalli, soprattutto piccoli utensili per la casa (palette per il fuoco
e per l’immondizia, trpper e trppriedd’, palettini per lavorare la
pasta ecc.), attrezzature per il lavoro dei campi ( “margiott,
zappaccorn’ e zappiedd’ “) nonchè preparare ferri per cavalli,
muli ed asini ( le scarpe dei quadrupedi da soma), in un paese a
prevalente economia agricola e silvo-pastorale.
All’età di 19 anni emigrò in Svizzera a Zurigo, dove vi rimase sino
al 1968. Ivi frequentò la scuola tecnica e divenne capo-officina presso
la ditta Tobler. All’estero assunse anche la carica di Presidente
delle Colonie Libere Italiane. Nel suo tempo libero,
spinto da una passione incontenibile
si dedicò, per diletto, alla
lavorazione del ferro battuto a mano. La
sua creatività lo fece diventare un artista originale che è riuscito a
trarre da un metallo “ freddo” sensazioni tanto vive da dare
l’impressione che le sue
figure “parlino” e invitino alla riflessione.
Tenne innumerevoli mostre in detta terra “straniera”, tutte ben
apprezzate.
Rientrò dall’estero e rimase nel suo “borgo natio” per ben 5
anni, aprendo un laboratorio di fabbro ferraio: un lavoro duro dove però
occorrono delle doti creative, che sicuramente all’amico Suozzi non
sono mai mancate, instancabile ed abile organizzatore qual’è di feste
religiose e civili e di mostre delle sue opere artistiche, nonchè di
fotografie antiche di Ruvo e di personaggi del suo paese che sono
servite a rispolverare la memoria e riscoprire i tempi che furono.
Dal 1975 risiede in Roma dove ha lavorato alle dipendenze dell’IRI.
Attualmente è pensionato e continua a dilettarsi nella realizzazione
delle sue opere artistiche.
Fra le sue opere più apprezzate, quelle di ispirazione religiosa: i
crocifissi, i santi, qualche “sacra famiglia”, ma anche in campo
profano ha realizzato composizioni molto felici: in particolare i gruppi
floreali, i soggetti di natura campestre, la marionette.
Oggi, Donato è
un’artista affermato. Di lui hanno parlato e scritto qualificati
critici d’arte, ma anche i poeti della sua terra: Pietro Alessandro
Lucarini, Angelo Calderone, Vitantonio Rubertone. Le sue opere, infine,
hanno meritato l’apprezzamento di Sua Santità, Giovanni Paolo II, per
il quale l’artista ha creato un’opera (busta in acciaio), che reca
una dedica al popolo polacco : “Il suo sorriso risplenda sulla Polonia
come oggi risplende sulla nostra Italia”.
L’arte di Suozzi è il tentativo, come ogni forma d’arte, di
incarnare il bello, ma anche di
dar forma ai valori fondamentali dell’uomo.
La fama di Donato Suozzi è andata molto al di là dei
confini del paese natale; ormai molte gallerie - a Firenze, a Maratea, a
Frosinone, a Latina, a Formia a Rieti, e ora anche a Roma - se lo
contendono per allestire nuove mostre. Il 10 gennaio 1997, Matera ha
premiato l’artista Suozzi. Il primo premio per un’opera in ferro
battuto. Ultimamente sarà presente a Messina.
Di questo artista creativo ed originale ne hanno parlato vari quotidiani
come “Il Popolo” del
22/01/1997, “La Discussione” del 07/01/1997, i cui passi sono stati
riportati nel presente articolo.
E' da apprezzare veramente in lui la
sua vena artistica, il suo talento creativo che lo hanno portato a
realizzare dei veri e
propri capolavori d’arte del ferro battuto.
E’ questo il fiero ritratto del nostro concittadino Suozzi Donato che,
con il suo talento, tanto lustro porta a questa sua terra natia.
E al nostro caro Donato non poteva mancare un altro
prestigioso riconoscimento: quello del Presidente della Repubblica che
gli ha conferito, il 20/04/2005, l’ambita targa di onorificenza della
Repubblica Italiana.
Così, il nostro bravo artista “vola” in alto, e noi lo
salutiamo con un bel “ad maiora".
* Segretario della Redazione del Notiziario Ruvese
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