A night at the concert,

 

 

A letter to...
(Una notte al concerto, una lettera per…)


“In confidenza le dirò che lei è un bugiardo, un adorabile bugiardo non ci credo che non c’era quella sera, tanti l’hanno sentita, l’hanno chiamata, l’hanno salutata e hanno cantato con lei fino alla commozione. Ma come quando? Giusto, ha ragione, i ragazzi hanno suonato in varie città una volta in Italia, allora mi consenta di darle un aiuto, caro,un piccolo aiuto: erano quattro date tutti i media lo hanno urlato a gran voce:           

 I QUEEN + PAUL RODGERS IN CONCERTO!

Le date del tour italiano:
04/04/05 Roma ;
05/04/05 Milano ;
07/04/05 Firenze ;
08/04/05 Pesaro. 

 

Mi dispiace deluderla e mi rincresce poterle parlare solamente del concerto svoltosi a Roma, al quale anche la sottoscritta è stata presente, sa, non ho ancora il dono dell’obicuità! Sono forse troppo indiscreta se le chiedo se a lei è stato concesso?.
Purtroppo fino alle 12:00 del giorno precedente la data romana le autorità amministrative della capitale sono state indecise se permettere il regolare svolgimento degli eventi previsti  per il 4 Aprile, si ricorderà che erano i giorni in cui avevamo appreso la triste notizia della scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II. Inoltre era stato detto che tutti i palasport sarebbero stati adibiti per l’accoglienza dei fedeli che si recavano a Roma il che è ammirevole, non degne della stessa lode sono invece ,a mio modesto giudizio, le polemiche su cosa avrebbe fatto il Santo Padre e su come fosse decoroso comportarsi alla sua morte, polemiche sfociate in colpi di fioretto assai taglienti e accuse di show – business di gusto necrofilo. E’ straordinario come si possa fare di un lieto evento una colpa da aggiungere sulla propria coscienza, come vede non è proprio cambiato nulla.
Ad ogni modo a me piace pensare che il Santo Padre sia stato invece allietato e degnamente ricordato ed onorato con un concerto rock a cui hanno partecipato persone di ogni età e di culture e religioni differenti per sancire quel sincretismo e quel cosmopolitismo che solo la musica riesce a dare in maniera così genuina, il tutto svoltosi in una Roma dal cuore, mai come ora, multietnico.

Così il Palalottomatica della capitale gremito in ogni ordine di posto ha accolto la prima delle
quattro date italiane dei Queen + Paul Rodgers .Il concerto è stato anticipato da un minuto di silenzio in ricordo a Giovanni Paolo II e poi la parola a lei: la MUSICA.
Il prato e gli spalti sembravano un fitto campo di grano ondeggiante nella notte illuminato qua e là dai bagliori evanescenti di un riflettore finchè le luci sono andate dissolvendosi , il vociare scemando e il battito cardiaco crescendo. A sipario chiuso si comincia ad udire il riff di riscaldamento di Brian May (chitarrista), rullo di tamburi con Roger Taylor (Batterista) ed ecco schizzare fuori Paul Rodger new- vox dei riformati Queen.

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Improvvisamente il sipario si apre ed è un trionfo di luci, suoni, strumenti sfavillanti,arte … è di scena il Rock ‘n’ Roll delle Regine, signore e signori. Ed allora lasciatevi intrattenere, è davvero uno strabiliante tipo di magia, lasciatevi coinvolgere dalla scala di successi scelti ed eseguiti per voi:

1. REACHING OUT
2. TIE YOUR MOTHER DOWN
3. CAN'T GET ENOUGH
4. I WANT TO BREAK FREE
5. FAT BOTTOM GIRLS
6. CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
7. SEAGULL
8. 39
9. LOVE OF MY LIFE
10. HAMMER TO FALL
11. LITTLE BIT OF LOVE
12. I'M IN LOVE WITH MY CAR
13. Guitar solo
14. LAST HORIZON
15. DAYS OF OUR LIVES
16. RADIO GAGA
17. FEEL LIKE MAKNIG LOVE
18. IT'S KIND OF MAGIC
19. I WANT IT ALL
20. BOHEMIAN RAPSHODY
21. THE SHOW MUST GO ON
22. ALL RIGHT NOW
23. WE WILL ROCK YOU
24. WE ARE THE CHAMPIONS


Brian May e Poul Rodgers

Ma giunti al momento dell’esecuzione di “I want to break free” , (scritta nel 1984 da Deacon), è d’obbligo, per chi non se ne fosse ancora avveduto, accorgersi della mancanza del suddetto John Deacon bassista  dei Queen che ha preferito non accompagnare i due vecchi compagni May e Taylor in questa esperienza.
E se fino ad ora il new- vocalist, Mr. Rodgers, ci aveva dato parvenza di poterla emulare, Mr. Mercury, durante l’esecuzione di “Love of my life” è il pubblico accompagnato alla chitarra acustica da Brian May a farla da padrone poiché ormai si è aperta una ferita nel cuore di tutti noi ed è così che innato si alza un trepidante coro, prima un soffio poi grida, un boato: <<Freddie, Freddie, Freddie…>> ed ecco prender corpo sulle guance di alcuni sommessi rigoli d’acqua.
Il tutto si spegne in un eco sordo di cuori spezzati che ancora lottano e si dibattono perché nonostante tutto sono felici di essere là.

 

...I try and mend the broken pieces
I try to fight back the tears
They say it's just a state of mind
But it happens to everyone... 

... It's a long hard fight
But I'll always live for tomorrow
I'll look back on myself and say I did it for love
Yes I did it for love - for love - oh I did it for love.
 

…Provo a mettere insieme i pezzi rotti
provo a rimandare indietro le lacrime
Dicono che è solo uno stato d'animo
ma succede a tutti… 

E' una dura e lunga lotta
Ma vivrò sempre per il domani
Mi guarderò indietro e dirò l'ho fatto per amore
Si l'ho fatto per amore-per amore-oh l'ho fatto per amore.

                                                                                                  “It’s a hard life”, Mercury, -The Works, 1984-

 

And the show go on (e lo spetacolo continua), stavolta sulla passerella che corre lungo la folla c’è Taylor, con i suoi tamburi, e May che ci commuovono con “These are the days of our life” il brano con cui, lei Mr. Mercury, ci ha dato l’ultimo saluto, ma questa volta a cantarlo sono proprio Brian May, di una malinconica dolcezza, e un Taylor dai toni più rauchi. L’atmosfera si riaccende con l’esplosiva coinvolgenza di “Radio Ga Ga” finchè la magia di “It’s a kind of magic” è sancita dall’aprirsi di un secondo sipario che rivela un maxi schermo sul quale durante “Bohemian Rhapsody” sono proiettati una carrellata di fotogrammi dei Queen come eravamo abituati a vederli, insieme a lei, Mr. Mercury:

 

                     Da sinistra: Mr.Brian May (chitarra), Mr. Freddie Mercury (voce e pianoforte),

                                        Mr. John Deacon (basso), Mr. Roger Taylor (Batteria), in una  foto del 1984.                                            

                                       

Non credo sia il caso di raccontarle ciò che avvenne durante l’esecuzione di “We will rock you” e “We are the champion” perché questi sono pezzi che hanno fatto la storia del Rock, e poi chi meglio di lei potrebbe saperlo, raccontarlo, d'altronde mi sembra anche superfluo dato che tutti conoscono questo momento o ben lo possono immaginare.
Ora il concerto è giunto al temine, la lascio con delle foto da me scattate spero che possa gradirle:

 

 

 

Anche The Queen + Paul Rodgers Tour è ormai concluso da circa due mesi o poco più, dopo aver girato un po’ tutto il vecchio continente e non solo  partendo dal 19 Marzo in Sud Africa per il 46664 di Nelson Mandela, toccando tutte le capitali europee fino ad arrivare a Budapest dove i Queen si erano esibiti nel 1986 quando furono il primo gruppo a suonare dall’altra parte del blocco prima della caduta del Muro di Berlino nel 1989; poi i riformati Queen sono ritornati a casa l’8 Giugno a Londra per le ultime esibizioni, ma credo che sentiremo sempre parlare di loro e di lei ancora per molto tempo. Oggi è il 4 Settembre 2005 sono passati cinque mesi esatti dal 4 Aprile e domani è il 5 di settembre 2005 e sono passati 59 anni esatti…

Sarei stata estasiata di poter assistere ad un suo concerto, l’ironia del destino vuole che ora sia io a parlarle di un concerto dei Queen, e mi creda se le dico che nonostante tutto “Was it all worth it!”

(Ne è valsa la pena), non so ora, questa mia missiva la prenda come vuole, mi consenta di suggerirle come un regalo…

Mi permetta solo di prendermi un’ultima libertà se non le dispiace, mi farebbe felice se mi concedesse anche solo per un attimo di darle del tu?

“BUON COMPLEANNO FREDDIE!”

 

You can't turn back the clock
You can't turn back the tide
Ain't that a shame
I'd like to go back one time
On a roller coaster ride
When life was just a game
No use in sitting and thinkin' on what you did
When you can lay back and enjoy it through your kids
Sometimes it seems like lately - I just don't know
Better sit back and go with the flow

Cos these are the days of our lives
They've flown in the swiftness of time
These days are all gone now but some things remain
When I look and I find no change

 

Non si possono mettere indietro le lancette dell'orologio
Non si può fermare la marea del tempo
Non è un peccato?
Mi piacerebbe tornare indietro almeno una volta
Per fare una corsa sulle montagne russe
Quando la vita era solo un gioco
E' inutile sedersi e pensare a ciò che si è fatto
Quando puoi distenderti e vederlo attraverso i tuoi bambini
A volte sembra che dopo, come dire
Sia meglio sedersi e lasciarsi trasportare dalla corrente

Perché questi sono i giorni della nostra vita
Scivolati velocemente via col tempo
Questi giorni sono tutti finiti adesso, ma alcune cose restano
Quando ci ripenso trovo che niente è cambiato

                                                                      “These are the days of our life”, Queen, Innuendo, 1991

"Se dovessi morire domani, non mi preoccuperei. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarei tutto quello che ho fatto? Certo, perché no? Magari un po' diversamente! Io cerco solo di essere genuino e sincero e spero che questo traspaia dalle mie canzoni"(Freddie Mercury, 1986)

 

"Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti. Per me la felicità è la cosa più importante e se sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse sono da imputare solo a me. Mi piace pensare di essere stato solo me stesso e ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere."(Ultima intervista di Freddie Mercury, 1991).

Live at Wembley Stadium, 1986

 

Dio salvi la Regina....

…quella con i baffi! 

 

05/09/05                                                                                                                    Rossana Atzori