IL CONCERTO DEI GENESIS DEL 14/07/2007 A ROMA

"Salve a tutti, ieri 14 luglio 2007, si è tenuto a Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, il concerto dello storico gruppo dei Genesis riunitisi dopo 15 anni. Come avete potuto ascoltare nei vari servizi giornalistici, hanno assistito allo spettacolo oltre 500.000 persone, tutte entusiaste ed anche un pò nostalgiche; tra queste, io mia sorella Rosita e la nostra amica Cinzia, non ci siamo fatti scappare la possibilità di un evento storico. Credetemi, è stato davvero splendido! Ho scattato alcune foto che Vi invio. Spero che riescano a testimoniare quello a cui abbiamo assistito. Vi saluto cordialmente, Paolo Rossini."

Così ci ha scritto Paolo Rossini , nostro compaesano che vive e lavora a Roma e che , fortuna sua , è stato testimone di un evento irripetibile quale il concerto tenuto al Circo Massimo dalla storica band dei "Genesis" , riuniti per l'occasione dopo 15 anni.
Volentieri raccolgo l'invito di Paolo a pubblicare sul sito le foto scattate al concerto , e tanto più volentieri perché , in mezzo a quella generazione che va dai quaranta ai sessant'anni e che è stata letteralmente "ammaliata" dall'atmosfera delle musiche dei Genesis tra gli anni '60 - '80 , ci sono anch'io.
Infatti sono un fan della prima ora di questa mitica band inglese che ho cominciato ad apprezzare in giovanissima età e che ha segnato tanti ricordi e segna indelebilmente tanti momenti della mia vita attuale.
La musica dei Genesis è stata ed è molto particolare , segnata da atmosfere raffinate e classicheggianti e da testi molto impegnativi che spesso guardano a personaggi e situazioni mitologiche.
La storia dei Genesis si può dividere in due fasi fondamentali.
La prima è segnata dalla figura di Peter Gabriel , eclettico e geniale musicista , che rappresenta l'anima di una musica raffinata dai suoni classicheggianti .
Dopo il primo disco uscito nel 1969 dal titolo "From Genesis To Revelation" , con la formazione Peter Gabriel , Michael Rutherford , Tony Banks , John Silver , Chris Stewart ed Anthony Phillips , nel 1970 esce "Trespass" con la formazione Peter Gabriel , Michael Rutherford , Tony Banks , John Mayhew ed Anthony Phillips , in cui spiccano brani bellissimi come "Visions Of Angels" e "The Knife" .

FROM GENESIS TO REVELATION

TRESPASS

Nel 1971 è la volta di "Nursery Crime" , in cui i Genesis perdono Antony Phillips e John Mayhew , ma acquistano due grandi figure quali Phil Collins alla batteria e Steve Hackett alla chitarra.
In questo album sono da menzionare brani come "The Musical Box" e "Seven Stones" : con questo album i Genesis , ancora accolti con diffidenza in patria , ottengono un immenso successo in Italia , dove terranno vari concerti in cui la fa da padrone la figura di mattatore di Peter Gabriel.
Con questa che sarà la formazione migliore dei Genesis , il gruppo sfonda finalmente con la sua musica particolare , pubblicando in sequenza "Foxtrot" nel 1972 , quell'autentico capolavoro che è "Selling England By The Pound" nel 1973 (in cui ricordiamo la splendida "Firth Of Fifht") e l'opera rock "The Lamb Lies Down On Broadway" nel 1974 , in cui la figura di Peter Gabriel domina incontrastata nei testi e nelle musiche.

NURSERY CRIME

 

TRESPASS

 

SELLING ENGLAND BY THE POUND

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY

Tanto incontrastata che inevitabilmente le strade di Gabriel e dei Genesis si dividono , abbracciando il primo una carriera da solista che lo consacrerà tra i geni della musica mondiale.
Comincia la seconda fase della storia dei Genesis.
Dopo l'addio di Gabriel i Genesis sono in cerca di un nuovo cantante e durante la registrazione del nuovo disco le canzoni vengono interpretate da Phil Collins : ci si rende immediatamente conto che non c'è più bisogno di cercare.
Comincia l' "era Collins" e , dopo i primi due album che ancora risentono dello stile passato , pubblicati nel 1976 ("A Trick Of The Tail" , con bellissime canzoni quali "Mad Man Moon" o "Ripples , e "Wind & Wutering" , in cui sono degne di nota "One For The Vine" e "Blood On The Rooftops") , e dopo l'addio di Steve Hackett

A TRICK OF THE TAIL

  WIND & WUTERING

 nel 1978 esce "And Then There Were Three" , un autentico capolavoro con brani bellissimi ("Undertow" , "Many Too Many" , "Follow You, Follow Me" ) che avrà ad ha ancora un successo strepitoso.
Successivamente l'impronta di Peter Gabriel diventa sempre più marcata ed indelebile : escono in sequenza gli album "Duke" (1980) , "Abacab" (1981) , "Genesis" (1983)  , "Invisible Touch" (1986) e "We Can't Dance" (1991).

AND THEN THERE WERE THREE

 

DUKE

 

ABACAB

 

GENESIS

 

INVISIBLE TOUCH

 

WE CAN'T DANCE

 

Quest'ultimo disco segna l'addio di Phil Collins , che abbraccia la carriera solista come Peter Gabriel (già aveva inciso degli album in precedenza) , e che , come Gabriel , sarà ricca di successi.
Nel 1997 Tony Banks e Michael Rutherford pubblicano "Calling All Stations" con la voce di Ray Wilson.

CALLING ALL STATIONS

Nel corso della carriera sono stati pubblicati anche album contenenti registrazioni dal vivo e raccolte di successi.

Tornando al concerto del 14 luglio scorso , ecco come è stato descritto dal quotidiano "La Repubblica" :

 

Grande concerto con la storica band al Circo Massimo.

"Siamo in 500 mila"

Uno show ricco di effetti speciali e brani-cult della loro lunga carriera

Roma esplode con i Genesis
Collins: "E' una serata speciale"

 

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Phil Collins al Circo Massimo

ROMA - "Noi siamo i Genesis! E' un posto molto
speciale, siete un pubblico molto speciale, è una serata molto speciale". Phil Collins saluta la folla in italiano, e il pubblico si infiamma. Qualcuno ha conquistato la postazione addirittura da ieri per vedere da vicino Collins, Tony Banks e Mike Rutherford. Finalmente, il momento è venuto. I Genesis hanno suonato davanti a centinaia di migliaia di persone (500 mila secondo gli organizzatori) che hanno affollato il Circo Massimo per un'occasione da non mancare, il grande Telecomcerto gratuito organizzato da Telecom Progetto Italia e dal Comune di Roma. L'affluenza è andata avanti per tutta la giornata, con pullman da tutta Europa, in particolare da Austria, Germania, Francia e Slovenia. Fin dalle prime ore del mattino i fan si sono assiepati anche fuori dall'Hotel De Russie, nella speranza di vedere il trio, che con la tappa romana conclude il tour "Turn it on Again", primo dopo quindici anni. Novità di questa quinta edizione del Telecomcerto, la location: non più via dei Fori Imperiali, con il Colosseo, ma il catino del Circo Massimo, più adatto al gigantesco palco, alle strutture mobili, alle torri e agli effetti speciali dello show.
Un palco largo 64 metri, profondo e alto 28 metri, con 90 milioni di led a comporre uno schermo largo 54 metri e alto 12, e 7 braccia munite di riflettori che si allungano fino al palco. Collins saluta il pubblico, poi l'introduzione del concerto, affidata a Behind the Lines - Duke's End. I Genesis schiacciano il piede sull'acceleratore per quello che è stato uno dei loro primi successi, Turn it on again dall'album Duke del 1980. E il pubblico canta.
Mentre sul ledwall le lancette di un gigantesco orologio corrono veloci, la band si compatta per una delle tante scorribande strumentali del concerto, il brano No son of mine. Grande performance di Banks, con le mani che scivolano sulla tastiera. A seguire, Land of confusion, primo di una lunga serie di brani in scaletta dall'album Invisibile Touch del 1986. Una canzone in cui il gruppo piegò il rock alle proprie inquietudini: fu composta pensando alle incertezze della guerra fredda, con un video in cui comparivano pupazzi di Reagan, Mussolini, Gheddafi, Giovanni Paolo II e Paul McCartney.
E' la volta del medley che unisce altri quattro brani memorabili, In the cage, The Cinema Show, Duke's Travel e Afterglow. I Genesis riuniscono alcuni capolavori che per esigenze di tempo (su disco, Duke's Travel è lunga oltre otto minuti) non potrebbero stare in scaletta. I vecchi fan ritrovano lo spirito della band in uno dei suoi massimi picchi creativi, quello compreso tra la permanenza di Peter Gabriel e i cinque anni successivi alla sua uscita dalla band. Su tutte, spicca la performance in The Cinema Show, vero cavallo di battaglia.
Phil Collins si siede dunque su uno sgabello per entrare nell'atmosfera intima e jazzata di Hold on my heart. Segue Home by the sea. Durante l'esecuzione, sul ledwall appare un volto stilizzato che ricorda quello raffigurato da Munch nel suo celebre Urlo. Arriva il secondo medley con Follow you, follow me, Firth of fifth e I know what I like, corredato da uno spettacolare gioco di effetti speciali. Daryl Stuermer passa al basso per dar modo a Rutherford di esibirsi con una chitarra a doppio manico.
Durante Firth of fifth, Collins fa uno degli sketch che gli piacciono tanto: quello con il tamburello, che lui suona come fosse un giocoliere. Intanto da dietro il palco sette carrelli salgono verso il cielo tra fumi e luci rosse. Parte Mama, brano dell'83 che parla dello strano rapporto di un cliente con una prostituta e con quale il gruppo si prepara al salto nel passato della canzone successiva: Ripples.
Subito dopo, Collins introduce Throwing it all away, invitando il pubblico al coro. Duetta col pubblico anche per il brano successivo, Domino. E ancora in Drum duet, Collins e Chester Thompson danno vita a uno dei più spettacolari duetti che la storia del rock ricordi. Memorabile quando al massimo della velocità, i colpi dei due batteristi sembrano essere addirittura sincronici.
Poi, con Los endos, Rutherford usa il plettro per pizzicare le corde della sua chitarra. E di nuovo il prog rock di altissimo livello è protagonista sul palco del Circo Massimo. Parte l'ultimo medley con Tonight, tonight, tonight unita a Invisibile touch: i Genesis suonano quasi dodici minuti per riassumere i due brani più ad effetto dell'album Invisible touch. Uno dei momenti più emozionanti dello show romano con finale di grande effetto grazie anche a giochi di luce e fuochi d'artificio.
Due i bis che i Genesis regalano al pubblico romano: I can't dance, che dà il titolo all'ultimo disco in studio della formazione storica dei Genesis e che diventa il pretesto per ripetere sul palco il balletto reso famoso dal videoclip, e The carpet crawlers. La conclusione del concerto dopo 2 ore e un quarto è affidata a questo brano tratto dal capolavoro The lamb lies down on Broadway del 1974, che a 33 anni di distanza mostra ancora la sua capacità di mescolare intuizioni poetiche a ritmi involuti e complessi.

 

(14 luglio 2007)

 

 E per finire , ecco le foto scattate da Paolo Rossini (Cliccarvi sopra per ingrandirle)

Ruvo del Monte , 03/08/2007

Roberto Di Napoli

 

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