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13
febbraio 1956 – 13 febbraio 2006
le nozze d’oro di Carmela e Giovanni Lorusso
Lunedì
13 febbraio 1956 Carmela e Giovanni Lorusso convogliarono a nozze.
Quel giorno il tempo non fu clemente e ci fu molta neve (oltre un
metro). Mio padre ringraziò alcuni amici per spalare la neve e liberare
l’accesso alla casa della sua sposa, posta nel rione “capo-Ruvo”
in Via Garibaldi. Gli stessi amici tolsero anche la neve dal tetto della
loro nuova dimora, considerato che, all’epoca, la maggior parte dei
tetti delle case era in legno con pericolo di sprofondamento.
Durante il tragitto, dalla casa della sposa alla Chiesa, mio zio
Michele, fratello di mio padre, aveva “l’onere” di fare da sponda
alla sposa, cioè, fare in modo che la stessa si appoggiasse in qualche
modo ogni qual volta ne avesse bisogno. Un’altra signora reggeva lo
strascico facendo in modo che il vestito arrivasse in qualche modo
integro al “grande evento”. Dopo la cerimonia nuziale, all’uscita
dalla chiesa, arrivati a Piazza Olmo, il corteo fu costretto a una sosta
forzata di circa mezz’ora in quanto un autocarro, posto di traverso,
ne ostruiva il percorso.
I festeggiamenti, con il relativo banchetto, si svolsero in una
casa adatta per tali eventi, sita al centro di Ruvo in Via G. Bruno. A
quei tempi così si usava, non essendoci locali adibiti a tale scopo. La
serata fu allietata dalla fisarmonica del sig. Bafundi, musicista
appositamente venuto da Monticchio. Il pasto fu a base di minestra con
polpettine di carne, pasta asciutta, agnello arrostito con contorno di
patate fritte e insalata, formaggio pecorino, frutta di stagione, il
tutto condito dal buon vino di mio nonno Giuseppe. Con i dolci, tutti
fatti in casa, si chiuse la serata, verso l’una di notte. Ma La festa
per gli sposi continuò ancora quasi tutta la notte, con la serenata
fatta dagli amici più stretti, certamente un rito in quel
periodo.
Oggi, alla fatidica domanda: “ritornando indietro l’avreste
rifatto?” la risposta, unanime, è stata: “si……però…..”.
Giuseppe
Lorusso
AUGURI
Giuseppe, Maria Assunta,
Vanni e Andrea Lorusso
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