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Gerardo Maiella Simpatia e ammirazione per un santo in viaggio Nel viaggio della vita ho incontrato un amico, del quale fin dagli anni della fanciullezza ho ascoltato i racconti del suo vivere; da giovane ho letto la prima biografia ed ho camminato in sua compagnia sott’acqua e sotto vento; nativo di Muro Lucano, San Gerardo Maiella mi ha protetto nei primi vagiti e da lui ho preso il nome. Tante sono le strade percorse: quelle del mio paese di nascita restano parte essenziale della vita, dato che le strade sono state la base della vita sociale e morale, della conquista della vera libertà. Da tempo televisione, cellulare, internet sostituiscono piazza e strada. E invece poesia, arte, religione, cultura sono state a lungo coltivate per strada, camminando, viaggiando. Nella mitologia viaggiò Ulisse per tornare in patria e per esplorare l’ignoto, oltre le colonne d’Ercole; viaggiò Enea per fuggire da Troia in fiamme e riedificare un tetto e una città ai penati (antenati) e ai propri cari; viaggiò Giasone alla ricerca del vello d’oro. Nella Bibbia viaggiò Abramo, padre nella fede, per dare una terra ai suoi e Dio lo portò per mano; viaggiò Mosè con il suo popolo verso la terra promessa; viaggiò Cristo sulle strade della Palestina, sulla via di Emmaus per “scaldare” il cuore dei discepoli e comandò ai suoi apostoli: “Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino” (Mt.10,7); viaggò Paolo di Tarso per portare il Messaggio di Cristo, che sulle strade e nelle piazze raggiunse il cuore degli uomini. Nella storia migliaia di pellegrini hanno camminato verso i luoghi santi con spirito di preghiera, sacrificio e desiderio sincero di conversione. Viaggiarono Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci verso nuove terre; ha viaggiato Neil Armstrong nel luglio 1969 con Edwin Aldrin nei cieli, fino alla luna… Viaggia il Papa per confermare i fratelli nella fede e sostenere chi ha ancora un’anima. Viaggia l’uomo dei nostri giorni inerpicandosi tra montagne virtuali di sogni, di idee,correndo veloce tra colori e musica… Il viaggio di Gerardo Maiella si svolse fra le strade degli uomini, tra le loro fatiche, speranze, dolori, lungo i sentieri della vita, dall’infanzia alla piena giovinezza, dalla ricerca di un panino bianco alla richiesta di elemosine per la casa religiosa in costruzione a Materdomini, bussando alla porta del Tabernacolo e bussando alle porte dell’anima per portarvi Cristo, pane e pace. Un percorso interiore quello di Gerardo: con lui eventi, incontri, personaggi, città, uomini, donne, peccatori diventano esperienze vitali, nelle quali si intravedono passioni, contatti veri, povertà, miseria morale e malattia. In Basilicata, Puglia e Campania egli procede guardando in alto e parla con Dio, mentre all’orizzonte si profilano cumuli di miserie, in cui vi trova Dio. Viene da pensare alla “Visitazione”: nel suo peregrinare, come Maria, c’è prontezza e agilità; l’abbraccio e il saluto portano grazia e seminano pace, come Maria. Nel viaggio Gerardo Maiella si lascia sorprendere nei segreti della vita, nel quotidiano, a contatto con le cose, nella realtà dei luoghi, dei tempi, delle persone; si affianca a noi, lo vediamo, lo tocchiamo, si fa nostro modello possibile, nostro mediatore. Con la conoscenza del Santo sapremo che ha concretamente attraversato e sperimentato fame e disagi, oltraggi e calunnie e potremo sapere “dove, come, quando, con chi, perché…”. Ha sofferto, ha pianto, ha pregato; si è afferrato e tenuto stretto al Crocifisso affrontando percorsi difficili e dolorosi: per tutto questo non possiamo nascondere simpatia e ammirazione per Gerardo Maiella. I santi, è vero, sono sempre attuali ed i valori che hanno testimoniato nella storia del loro tempo, delle loro strutture, al fianco dei loro contemporanei superano tempo e spazio. Troveremo così Gerardo qua e là , su un ronzino, tra un paese e una strada, sempre traboccante d’amore, in compagnia di Cristo e di Madonna povertà. Don Gerardo Gugliotta
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