“Le reliquie di S. Donato Martire a Ruvo del Monte”

 

            Si deve all’intraprendenza di P. Francesco Antonio De Paola (1734 – 1814), nativo di Ruvo del Monte, allora Provinciale della Congregazione del SS. Redentore per lo Stato Pontificio, l’aver procurato le reliquie di San Donato Martire per la Comunità di Ruvo da parte della Curia Romana.

            A seguito di rapporti intercorsi con il religioso, nel 1783 l’Arciprete Don Antonio Carnevale e 13 sacerdoti del tempo, viventi a Ruvo, fecero richiesta a Roma del “corpo santo” e impegnarono lo stesso Padre Redentorista per la spesa occorrente e per il trasporto, con il compenso della celebrazione di 900 messe secondo le sue intenzioni.

            Con l’interessamento del De Paola l’impresa fu condotta a buon fine in tempi relativamente brevi.

            Le reliquie giunsero a Ruvo nell’agosto 1783 in un’urna, una cassa di legno con vetri, dai quali si poteva osservare il Santo, rivestito all’uso degli antichi soldati.

            Le spoglie mortali arrivarono per il pubblico carraro di “Macchia la Corte” e fecero sosta per alcuni giorni nella Chiesa di S. Anna, allora sita fuori dell’abitato.

            Avvenuta la ricognizione e riconosciuta autentica la sacra reliquia, accompagnata dalla Bolla spedita dalla Curia Romana, l’urna fu solennemente trasportata nella Chiesa Madre.

            Nel 1949 l’Arciprete Don Giuseppe Ciampa curò la rimozione della SS. Ossa dalla vecchia custodia e le fece rinchiudere nella statua in gesso, raffigurante il Santo Martire, immagine giunta fino ai nostri tempi.

            Fu constatato che lo scheletro non era intero: le residue ossa del cranio furono avvolte in stoffa bianca e rinchiuse nella testa della statua; le ossa lunghe furono rinchiuse una nel braccio destro ed altre due rispettivamente nella gamba sinistra e in quella destra, visibili mediante delle aperture chiuse da cristalli.

            Tutte le altre ossa furono riunite e rinchiuse in una apposita custodia sita nel cavo del petto della statua, avente nel suo coperchio un’apertura circolare, chiusa da cristallo, e da cui era visibile un osso, parte degli arti inferiori.

            La statua fu depositata in una nuova urna in metallo, la quale fu sostituita nel 1967 da un’altra in legno dipinto in oro zecchino e con vetri, opera di un certo pregio.

            L’urna e la statua che si andranno a realizzare nei prossimi mesi avranno le stesse caratteristiche, al fine di essere adatte a custodire le ossa del santo martire, che si è imposto alla coscienza dei devoti, riproducendo il mistero di Cristo  sofferente e vittorioso.

            Come Cristo, e a Lui subordinato, il Santo assume la funzione di mediatore e protettore; per questo la comunità di Ruvo chiede con insistenza di collegarci alle generazioni passate che hanno tenuto in onore S. Donato e di tramandare il culto alle generazioni future.

Don Gerardo Gugliotta
parroco di Ruvo del Monte

 

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