UN GRIDO DI DOLORE PER LA GIOVANE VITA STRONCATA A RUVO DEL MONTE               

Le morti sul lavoro non sono mai state dimenticate dal Quotidiano di Basilicata. Una seria cittadinanza attiva non può far marcare la sua solidarietà.

La morte del  caro Alberto Del Monte , grande lavoratore e ragazzo gioviale e padre esemplare   che lavorava con i fratelli in una  florida impresa boschiva di Ruvo del Monte ci addolora e ci ricorda l'immane sacrificio di vite umane, vittime del lavoro.

Non abbiamo mai fatto mancare la nostra voce.

E' una grande ingiustizia... che si ripete con una  continuità esasperante.
Qualche tempo   fa abbiamo denunciato un clima pesante  per le continue "distrazioni" nel campo della sicurezza sul posto di lavoro.

La Basilicata ha un triste primato... di vittime in agricoltura.

Auspicavamo una diversa sensibilità.

Il nostro grido  di dolore  è stato sottovalutato da sempre.

La nostra sensibilità   depauperata da un OBLIO assoluto delle istituzioni preposte,..dopo  tanti anni  ha dato, finalmente,  frutti insperati.

Quasi come un tragico destino ci eravamo fatti carico delle tante morti di adolescenti nelle aziende agricole e... c itavamo testualmente:

"Non vanno dimenticate, oltre,  ai tanti morti sul lavoro , le tanti morti bianche in agricoltura... Forse è importante che venga a galla la situazione incresciosa , mai analizzata e mai approfondita , determinata da tante giovani vittime innocenti".

Centinaia  sono i giovani immolati da una conduzione familiare autoritaria e  approssimativa delle nostre aziende agricole.

Quanti bravi ragazzi imbarbariti , plagiati e soggiogati da padri-padroni rumeni o  extracomunitari.

Bravi ragazzi che  devono subire e  lavorare ... , dall'alba al tramonto,  per  completare i lavori agricoli di famiglia, sfruttati come sono da un mercato ingiusto e poco remunerativo.

Chi prende le difese di questi giovani?

Sono tanti i casi eclatanti di adolescenti  morti nelle campagne lucane. ..

Siamo stanchi e molto  imbarazzati  da una stampa e da mass media dalla memoria corta.

Non  possiamo e non  potremo più tollerare l'ennesima morte bianca ,soprattutto, di un adolescente.

Tutto ciò è tremendamente ingiusto.

Le agenzie educative "Scuola Chiesa e Famiglia  lucane che  hanno recepito timidamente  la gravità della mancata sicurezza sui luoghi di lavoro... non devono mollare.

Devono incalzare le istituzioni.

Vogliamo  che in ogni azienda  agricola lucana e in ogni cantiere che si rispetti   venga  immediatamente esposto un  serio e concreto "Piano di Sicurezza".

Vogliamo sperare che i Sindacati da una parte e le Organizzazioni di Categoria dall'altro,  pongano l'annosa questione ai loro  Centri Studi Formativi Nazionali, così come ha fatto in questi giorni in maniera seria l'INAIL lucana.

La sinergia mista pubblico -privata pur essendo stata  definitivamente abbandonata deve riproporre le sue progettazioni virtuose .

Progettazioni finalizzate all'occupazione e al definitivo decollo del territorio.

Un territorio che sappia apprezzare come nel passato questi progetti  finalizzati all'occupazione con la presenza dei security manager .

La presenza di queste figure sarà l'antidoto ad ogni nuova forma di sfruttamento o peggio di nuovo schiavismo.

Su queste basi va ricercato il nuovo modello economico.

Un modello che bandisca per sempre la precarietà della nostra  imprenditoria locale.

Imprenditoria locale poco amante dei dispositivi di sicurezza.

Oggi il mondo lucano degli addetti ai lavori richiede  gran voce  una vera Imprenditoria  sana in grado di emarginare il lavoro nero e INSICURO e il nuovo Schiavismo.

E' un serio  monito per AsseSsori regionali al Lavoro e, soprattutto, all'Agricoltura...

 

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