La forza della lucanità tra malinconie e rassegnazioni

Da Putnam ai giorni nostri


 

Le nuove sfide della Regione tracciate in questi giorni  dal Prof. Robert Putnam ripropongono un dejà vu.
Una sorta di
riapparizione quasi taumaturgica del "modello Lucano" perso negli "anfratti" di qualche Centro Studi, in primis l'IBRES.
Un modello che si cibava di tante belle esperienze
pregresse ...come il "pensiero forte" di Saraceno e Rossi Doria.
A tutto ciò fa da contraltare la lugubre fotografia leporaciana della Lucania affetta da rachitismo. 
Siamo coscienti che bisogna riprendere con umiltà i vecchi percorsi dei Movimenti civici degli anni settanta.
Movimenti che da Borgata Taccone a  S. Nicola di Melfi  avevano un solo obiettivo : " SFIDARE LA RASSEGNAZIONE".
Abbiamo  vissuto, caro Paride,  quei momenti di democrazia diretta e di democrazia dei cittadini  senza borie intellettuali e senza protervia con il semplice esercizio della politica di servizio e ...al servizio  degli ultimi.
Riconosco che il tempo è sempre galantuomo...Non vivo nelle torri d'avorio delle redazioni ( non mi riferisco certo a quella del Quotidiano, così  tanto ristretta... )o dei Salotti radical-chic degli snob tardo-borghesi lucani.
Vivo in mezzo al popolo e mi cibo di eroi comuni e di laici con schiena dritta.
Non mi faccio prendere dal tuo  sconforto  per i bassissimi  indici di lettura dei lucani.
Ho cercato con una lunga riflessione di approfondire l'argomento ( come da  te riferito ero una delle due firme di questo giornale)
E' notorio che  in Basilicata siamo agli ultimi posti e che  , forse , come ho gia confermato qualche giorno fa  vi sono più scrittori che lettori.
Qualche decennio fa la Regione aveva intuito questo problema serio e aveva progettato mega interventi sui Consumi Culturali (dalla Mostra del Libro alle attività culturali del Mediafor). Tutto evaporato dall'evanescenza e dalla vacuità dei vari politici di turno susseguitisi negli anni.
Quello che ci preme oggi è il dibattito  forte posto in essere da  Controsenso e  scaturito dal Memorandum sottoscritto tra Regione e Governo Nazionale.
Un memorandum che parte da un impatto dirompente voluto dalla popolare trasmissione Striscia la Notizia, e riferito alle modeste royalties pagate da ENI e Total.
La  fragilità politica ed economica , l'espressione geografica, la regione marginale  hanno prodotto questo sciagurato risultato.
Tutto ciò lo abbiamo denunciato in tutte le salse nelle settimane scorse.
Qualche addetto ai Lavori rincarerà la dose sostenendo  che in Basilicata  manca la massa critica e che i Sindaci della Val d'Agri sono chiusi a qualsiasi apertura.
Preferiscono accordi - guscio con ENI e Total. Si sono approppriati dell'egoismo leghista..."Padrone a casa mia". Quasi a voler mutuare il bel libro di Alessandro Baricco "I Barbari".
Con questa assurda chiusura e con questa sudditanza psicologica verso il Totem Petrolio aumenteremo solo i fumi del Centro Oli , una sospetta moria di pesci e un poco rassicurante aumento di tumori.

Forse siamo troppo autolesionisti... pensiamo troppo in... piccolo.
Non ci siamo resi conto che vi è una larga fetta di italiani che  ancora ammirano i lucani  di Scanzano Jonico.
Facciamo i conti con un passato oscuro e sconosciuto.
Ci chiediamo perchè abbiamo avuto bisogno oggi di Putnam e ieri  di Carlo Levi e del suo Cristo si è fermato ad Eboli  per farci riconoscere dalle Cartine geografiche?
In quel momento del passato  leviano  abbiamo chiuso con "l'isolazionismo" abbiamo aperto alla grande letteratura, alla grande sociologia, alla grande antropologia culturale.
Memorabili sono i saggi di De Martino, Banfield, memorabili sono le Opere dei grandi registi calati in Basilicata con i loro capolavori da Rocco e i suoi fratelli di  Luchino Visconti al Vangelo ... di Pier Paolo Pasolini per non parlare degli "Anni Ruggenti" di Luigi Zampa. (Memorabile era la lettera al Duce del contadino materano dei Sassi che chiedeva sommessamente  di poter avere finalmente  una piccola casa con una finestra).
Un mondo che ha creato una nuova immagine della Basilicata  con le sue umiltà e le sue  povertà.
Un mondo che oggi viene definito antiquato e stereotipato.
Eppure tutta la Questione Meridionale è racchiusa nei tanti scritti di queste comunità marginali.
Comunità  marginali che hanno avuto l'orgoglio di non superare la soglia della tribalità e delle sue regole.
In Basilicata non ha mai attecchito la tribalità imbevuta da ritualità violente.
Ritualità e familismo che sono state l'anticamera di organizzazioni criminali come camorra e sorattutto 'ndragheta.
Le 'ndrine  calabresi si sono avvalse di tribalità e di rapporti familiari che, ancora oggi,  sono difficili da estirpare.
Al contrario la Basilicata  ha fatto dell'equilibrio e della sobrietà la "sua" 'arma in più.
Un equilibrio e una  sobrietà di un popolo  "misurate" da anni di emarginazioni e di crudeli emigrazioni.
Basterebbe ripercorrere gli "scenari" dei SASSI di Matera e la grande meraviglia dello statista De Gasperi, impressionato da tanta, tanta povertà.
Tanti sono i passi in avanti, tante sono le dinamicità  di un territorio che vorrebbe diventare definitivamente la capitale della CULTURA europea.
Fatte queste debite premesse ancora una volta dobbiamo registrare che ilpopolo di Basilicata segna il passo.
Non partecipa alle Kermesse socio-politiche ed economiche. Ignora i momenti più significativi dei  nostri fatti economici..il Memorandum sul Petrolio nè è la conferma  "aggiornata".
E' un popolo che non si infervora, non si accanisce, non condivide le battaglie degli uomini con schiena dritta, di Controsenso e dei Movimenti civici.
Non ama le salutari INCURSIONI alla Striscia , perchè troppo VISTOSE.
C'è una tale   rassegnazione e  una tale malinconia  così... pronunciata  da non consentire neanche la minima curiosità.
Tutto scivola addosso... nella assoluta abulìa.
Tutti sono fermamente convinti che non vi siano  alternative.Che l'aumento delle  royalties e il rispetto  dovuto di un Governo Nazionale non ci riguardi direttamente.
Sembra di essere in presenza di un  lento e inesorabile declino socio- economico e  culturale con il perpetuersi di un finto accordo come il Memorandum.
Memorandum che produrrà  mostruosità indecifrabili sul piano politico ed economico  se non vi saranno riscontri concreti e palpabili .
Per queste ragioni auspichiamo che i modelli Lucani alla Putnam si scontrino e si impattino  con questa nuda  e cruda realtà.
Nuda e cruda realtà che ha bisogno di seri  e duraturi investimenti.
Siamo stanchi di oblii e di furbe dimenticanze.
Siamo stanchi di essere illusi.
Vogliamo riappropriarci del nostro futuro perchè come sosteneva Bernard Henry Levi ...le ILLUSIONI non hanno AVVENIRE .
Noi al nostro positivo  Avvenire ci crediamo...nonostante il poco credibile modello lucano di Putnam, l'ambigua industrializzazione, i guasti nefandi degli sprechi e dei debiti del sottogoverno, l'esodo impazzito dei giovani, il clientelismo sempre  dietro l'angolo, il familismo  amorale e le MODESTE ROYALTIES di ENI e Total.

 

Mauro.Armando.Tita@alice.it

 

Torna alla home

 

Torna alle ultime