UN FAZZOLETTINO DI ONESTA'
(articolo pubblicato sul Quitidiano il 23.01.2011)

Ogni volta che parla Pasquale Carrano Presidente di Confindustria (lucana) sembra che tutto vada per il verso giusto.
Dopo oltre vent'anni si riparla di indotto con tanto ottimismo.
Quasi a voler sbugiardare chi come il sottoscritto ha denunciato l'assenza atavica e penalizzante dell'imprenditoria lucana.
Si auspica un discorso di filiera sul Petrolio mai attivato e solo enunciato.
Si parla di federalismo fiscale con FIAT e Totem nero che pagano le tasse fuori dai confini regionali.
E' un assurdo che deve essere ricompreso nelle municipalità fiscali.
Non è pensabile che si possa derogare su questa materia.
Non abbiamo alcuna voglia di essere ricolonnizzati.
E' una gravissima ingiustizia che viene perpetuata nei confronti della Basilicata.
Il popolo di Scanzano deve essere protagonista di questo nuovo capitolo produttivo.
Non bisogna più delegare a piccole lobbies senza scrupoli.

Del resto il male della Basilicata , da sempre , è il grande distacco tra paese reale e paese cosiddetto legale.

Le istituzioni sono chiuse  da sempre nel loro "limbo".
I municipi, nei decenni scorsi,  avevano prodotto qualche sussulto.
Oggi tutto è rientrato.
La poltiglia ,di cui parla il Censis  , è ancora più evidente nella Basilicata.
Pochi sono gli eletti , l'oligarchia la fa da padrona.
Una oligarchia consumata e presente in tutto l'arco costituzionale.
L'oligarchia segue tutti i fenomeni economici e politici.
Un popolo bue accetta supinamente.
Vogliamo il ritorno dei grandi riformisti del dopo guerra.
Quando sono lontani i tempi dei politici anticonformisti.
Sono lontani i tempi del Senatore Ambrico,  che coordinò e diresse l'inchiesta parlamentare sulla povertà in Basilicata , con il sociologo Franco Ferrarotti e il medico tricaricese Rocco Mazzarone.
Ambrico, politico indipendente nel conformismo DC, non ha avuto molti imitatori nell'attività parlamentare italiana.
Noi, ancora oggi, siamo alla ricerca di uomini fuori dalle oligarchie di sempre e veramente liberi,  nel pensiero e nelle azioni.
Uomini che abbiano un minimo di onestà intellettuale.
Uomini che abbiano il pudore di fronte ai tanti nepotismi  di ieri e di oggi.
Uomini  che abbiano la sensibilità sociale di Ambrico, cristiano e politico intelligente.
Spero che,  il dibattito sul'anniversario dei  150 anni della nazione ,  faccia  arrossire i tanti politici   dediti al lobbismo acuto.
Quel lobbismo che ha calpestato il primo articolo  della Costituzione che fondava la Repubblica sul Lavoro.
Per migliaia di lucani e meridionali la Repubblica era e ed è  fondata sul lavoro all'estero.
Nei nostri paesini lucani  si sfornavano centinaia di passaporti ieri e ancora oggi.
La politica del passaporto era la politica dei vecchi governi dell'epoca.
I nostri Comuni erano dissanguati dalle migliori energie vitali ed intellettuali.
Oggi, l'Istituto  Tagliacarne,  nel  recente Convegno tenuto a Carbone, nei mesi  scorsi, ha  sostenuto  che l'andamento demografico e l'esodo  che riguarda solo le coppie giovani e i ragazzi in cerca di prima occupazione,   è fisiologico.
Siamo all'impazzitoio.
Negli anni scorsi si partiva per le Americhe, oggi l'esodo giovanile è diventato  fisiologico...
Sono analisi che ci fanno rabbrividire .
Non  saranno più sufficienti  "progetti e patti" che invertiranno questa  tendenza "fisiologica".
Speriamo che ci sia  ancora qualcuno che non eserciti tanta goffaggine.  
Recuperiamo  un minimo del nostro buon senso,  e riprendiamoci, con serietà, la nostra dignità di lucani .
Una dignità perduta "altrove" e che dobbiamo recuperare urgentemente.
Una dignità che  si  riconosca nei veri attori sociali, quelli che hanno vissuto sulla propria pelle, i disagi, le ingiustizie e le disgustose sperequazioni di una regione da sempre matrigna verso gli  ultimi.
I figli degli emigranti, quelli veri, non bonificati,  sono stanchi di vedere gli stessi noti di sempre assurgere a ruoli egemoni.
Almeno, nel campo dell'emigrazione,  lasciate che siano loro... i veri protagonisti.
I politici, gli ipocriti, i finti solidali facciano un passo indietro.
Per una sola volta dimostriamo che c'è un fazzolettino di onestà intellettuale anche in Lucania.
Quel fazzolettino che tante volte è stato usato dalle nostre madri e vedove bianche,  vissute per decenni, senza il conforto di un marito/padre.
Quelli che, sono vissuti negli agi della  borghesia ,  del sottogoverno e negli inciuci  di cencelliana memoria , tutti rigidamente vicini al potere  dovrebbero almeno per un minuto... pensare alle tante sofferenze e  ai tanti morti  emigranti lucani sul lavoro .
Sono migliaia e nessuno ne parla...ancora oggi.

 

Mauro.Armando.Tita@alice.it



 

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