Il richiamo di Napolitano e la condizione giovanile , l'abuso dell'alcool e il nuovo welfare lucano. Qualche risultato lo produce il Programma PARI

Le crisi regionali non possono  alienarci e  non possono  offuscare i tanti buoni propositi e le tante sentite e costruttive denunce  di tanti uomini e donne lucane di buona volontà.
Si continua a denunciare il
 disagio giovanile rinforzato e rinsaldato dall'appello del Presidente Napolitano.  Ogni intervento  però,quasi sistematicamente , risulta tardivo. Nel frattempo lo confermano i dati odierni delle varie Comunità terapeutiche  l'abuso di alcool  e di droga nella Regione e nelle  città  capoluogo di Potenza e Matera, in particolare,  ha raggiunto "picchi"   insostenibili. Tanti sono i giovani coinvolti perfino una  fascia consistente di adolescenti.   L 'allarme sociale era  scattato qualche tempo fa  con varie forme di timidi interventi di mera sensibilizzazione .
Mera sensibilizzazione non finalizzata da progetti concreti.
Abbiamo trattato questo  "disagio giovanile" in tutte le salse.
Abbiamo denunciato la totale assenza, in termini  di prevenzione e di efficacia degli interventi . Ci siamo chiesti tante volte,  in presenza di una decurtazione selvaggia tremontiana e in assenza di nuove risorse, all'uopo predisposte, qual'era e qual'è il ruolo dei colleghi  Psicologi e Sociologi, in special modo,   questi ultimi all'interno delle strutture complesse attestate alle  nostre Aziende Sanitarie ?
Manager che ricoprono responsabilità apicali  , lautamente stipendiati, operanti  nell'oblìo totale della committenza  e di una seria programmazione territoriale
Dove sono finiti i Distretti socio-sanitari?
E' arrivato il momento del redde rationem ,anche, per loro,  immersi ,come sono, nell'afasìa e  nell'abulia generale.
Forse il nullismo e il nichilismo prevale ancora  in queste figure apicali, nonostante, il valore della progettazione, posta in essere,  da tanti affermati professionisti ,come il Dr. Donnoli dell'ASP . Un minimo di sana e controllata verifica a riguardo non guasterebbe . Una concreta e affidabile analisi-costi/benefici si impone, soprattutto, per la dirigenza e per i suoi protettori, in primis i Politici in sub ordine le apicalità dirigenziali.. Abbiamo sottolineato tante volte  l'approssimativo approccio dei progetti pubblici e del privato-sociale,  basati su  desueti "itinerari metodologici" e  su  scarsissime risorse finanziarie. L'attenzione politico-istituzionale non può  essere centrata , ancora oggi, su generici problemi di socializzazione o  su confusi bisogni derivati da un' altrettanta generica appartenenza ad un'età. L'attenzione deve essere concretamente centrata  su una precisa condizione sociale e sulla vera emergenza del disagio giovanile  lucano che è fatto di solitudine, isolamento , incomprensione  e che ha prodotto e  produce effetti devastanti nelle  coscienze degli stessi  giovani. E' inutile soffermarsi su  incomprensibili suicidi  (avvenuti in questi ultimi giorni)e  su angoscianti fatti delittuosi che hanno visto per  protagonisti giovanissimi lucani. E' molto strano che su questi incresciosi episodi sia calata una cappa di silenzio. Il disagio   si combatte soprattutto con serie  politiche sul piano occupazionale. . Un  serio  contributo  al riguardo  potrebbe essere  offerto    dal  Progetto PARI della Regione Basilicata. Un intervento  di grande spessore gestito da veri professionisti. A tal proposito per la prima volta, si è sviluppato ,nelle scorse settimane, un serio dibattito,  teso alla creazione di una "relazione virtuosa", tra programmazione e gestione. Un dibattito che si è incentrato sulle buone  capacità progettuali  della Regione e sul negativo impatto dovuto a una "efficacia insufficiente" degli stessi progetti . Non a caso si sono levate voci, non dissimili, per un diverso  e più serio approccio . Se non decolla la vera occupazione  nonostante i grossi incentivi delle varie progettazioni  regionali vuol dire che  la "tecnica di penetrazione" adottata  non è quella giusta. Forse, il  Progetto PARI   saprà cogliere  lo spirito di "strategia multipla" che lo stesso intervento  ha innescato. Regnano sovrane , comunque,   diffidenza e  indifferenza.
Aumentano a dismisura  precarietà e sfiducia. 
Il  lucido pessimismo dei Giovani non viene nè intercettato nè compreso. Bisognerebbe rovesciare e utilizzare in modo antagonistico l'attuale battage pubblicitario . Forse, diciamolo pure  con il cuore in mano...bisognerebbe fornire  qualche buon esempio,( ormai caduto in disgrazia), per smuovere acque stagnanti e limacciose.   Si tratta di rafforzare "punti aggregativi"  di giovani impegnando come operatori i giovani stessi. Ci sono segmenti della società lucana che già si muovono in questo senso. Bisognerebbe mettere una marcia professionale in più. L'esperienza di tanti giovani lucani ci fa comprendere  che informare in modo giovane  può diventare un  vero mestiere. Un mestiere capace di far  intendere che  il Progetto PARI  non è  la panacea e la soluzione del disagio giovanile, ma è  solo un primo passo di una  nuova  strategia multipla, costruita dagli ultimi e dai giovani  gestita, dai giovani controllata,  dai  giovani verificata e dai giovani implementata. Con la  strategia multipla , infine, si rafforza e si potenzia  anche la prevenzione del  disagio giovanile. Chi non ha ancora compreso questo elementare "codice di comportamento" e si ostina a ripercorrere vecchi e obsoleti "dirigismi"si chiederà per l'ennesima volta:  "Perchè i giovani sono così refrattari?"    " E' arrivato il tempo, di rendere giustizia agli ultimi  e alle  nuove generazioni" , lo diciamo noi senza alcuna demagogia e crediamo ...con tanta onestà intellettuale che certamente meritiamo.     " E' arrivato il tempo   "per noi società adulta", di assumere un concreto ruolo propositivo, carico di  vere responsabilità, superando ingiustificate assenze   e sterili  denunce e/o privilegi, ormai non più tollerabili"  Se il Presidente Napolitano lo ha richiamato più volte nel suo messaggio di fine anno vorrà dire  che siamo, finalmente, sulla buona strada.
Basta franchigie ingiuste e ingiustificate, basta privilegi disgustosi. W il buon Esempio e la COERENZA.                                                                 
mauro.armando.tita@alice.it     
  

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