Carissimo direttore
E' il trentennale del terremoto del
23 novembre 1980.
Ripensare al mio ruolo di
amministratore locale di un Comune
disastrato mi riempie l'animo,
ancora oggi, di commozione e di
sano orgoglio lucano.
La sensibilità dimostrata dal
Notiziario ruvese per
l'anniversario del trentennale può
essere il viatico di una diversa
lettura delle variegate "
politiche", poste in essere, dalla
Regione e dagli Enti Locali
interessati.
La nostra commozione è ancora viva
,a distanza di trent'anni, per le
tante vittime, e, soprattutto, per
le centinaia di bimbi morti nei vari
crolli a cominciare da Balvano.
Balvano e i suoi bimbi morti nel
crollo della Chiesa con una ribalta
internazionale…sorprendente per i
giornali e le televisioni
dell'epoca.
I servizi di Trufelli, Lino Viggiani
, Vittorio Sabia e altri hanno
fatto comprendere all'intera umanità
la gravità della tragedia
irpino-lucana.
La grande confusione politica che
viviamo quotidianamente non ci potrà
esimere da una seria riflessione
sulla commemorazione dell'
anniversario di tale immane
tragedia.
Immane tragedia che ha visto,
peraltro, la Basilicata
,protagonista, in un senso
"parzialmente" positivo.
Quest'anno, più degli altri anni,
toccherà riflettere su quelle
popolazioni terremotate che hanno
rinunciato alla delega e alla
committenza politica, e hanno
tentato di gestire, direttamente,
con l'ausilio dei Comuni Gemellati
del Nord la prima
fase dell'emergenza e quella
successiva della ricostruzione.
Ricorderemo i tanti giovani
,bolognesi e romagnoli , i nostri
studenti universitari attivi e
dinamici dell'epoca ma, vogliamo
, soprattutto , ricordare con un
racconto diverso, le migliaia
soccorritori e di volontari che
hanno contribuito ad alleviare il
disagio delle popolazioni
terremotate lucane.
Un racconto fatto di differenze e di
diversità, di solidarietà e di seri
comportamenti.
Un racconto che ci ha fatto sentire
a noi lucani ...stimati ,
riconosciuti e "tollerati".
Per noi il sisma ci riporta alla
mente i momenti più tragici
ma,anche, i momenti più belli e più
vissuti dalla "democrazia" lucana.
Abbiamo favorito la formazione di
tanti Comitati Popolari Unitari.
Gli iniziatori e i propiziatori di
tali Comitati si incaricavano di
costituirsi in avanguardia per una
mobilitazione che, partendo da una
organizzazione rappresentativamente
e numericamente più allargata ,
fosse in grado di coinvolgere le
popolazioni.
Aver messo ,successivamente, in
relazione la nostra identità,
le nostre radici, la nostra
storia, il nostro caparbio e
fattivo impegno giornaliero con
le realtà politiche e sociali del
Nord gemellate, è stato per noi una
vera "palestra di vita".
Il confronto posto in essere con
il Trentino, il Piemonte, la
Lombardia, il Veneto, l'Emilia
Romagna , la Liguria, la Toscana
ecc. e, in modo particolare, con
l'Amministrazione Comunale del
Sindaco ZANGHERI di Bologna, ancora
scossa dalla strage del 2
agosto, ci ha fatto comprendere e
"toccare con mano" l'importanza
della grande solidarietà del popolo
italiano, oggi del tutto desueta e
caduta nell'oblìo.
Ci ha fatto essere orgogliosi
di appartenere alla grande dignità
"dell'etnìa lucana".
L' autentica appartenenza ad un
contesto sociale e territoriale,
come quello lucano, si è fuso per la
prima volta con la grande
partecipazione popolare, costruendo
di fatto la vera Cittadinanza
Attiva.
Essere parte di un microcosmo come
quello lucano è stato essenziale
per tutti noi.
L' Aver sperimentato concretamente
la "Libertà e la Responsabilità" ha
significato per noi una reale
esperienza di democrazia diretta.
Se Don Milani affermava che uscire
insieme dai problemi è fare
politica...Noi abbiamo fatto
POLITICA.
Abbiamo fatto POLITICA, con tanti
atti finalizzati a rendere
possibile il manifestarsi del
proprio pensiero critico, con la
proposta e con il confronto.
Confrontare le proprie idee, il
mettersi in gioco, per tutte le
questioni che riguardavano l'intera
collettività è stato un vero banco
di prova.
Un contesto democratico che ha
permesso a molti cittadini lucani
l'esercizio e l'esigibilità dei
propri diritti, con la forte e ben
visibile presenza dei movimenti
giovanili dell'ARCI , dei partiti
della Sinistra e della Caritas che
hanno impresso la loro specificità e
la loro forza "politica" nei primi
atti amministrativi delle nostre
Giunte.
Chi non ricorda i "CAMPI
FANGO" delle regioni gemellate del
Nord... con mense, uffici, tende,
letti e strutture culturali e
ricreative.
Una passione civile che, oggi,
forse è venuta a mancare del tutto.
Una solidarietà come quella offerta
dal "pianeta giovani" bolognese ed
emiliano in particolare che ci ha
fatto rivivere le stupende giornate
del "dopo" alluvione fiorentina.
Le giornate della meglio gioventù.
Sarà che siamo dei grandi
nostalgici di quel tempo, ma, il
clima che si è vissuto in quei
momenti non è paragonabile con la
schizzofrenia e l'egoismo di oggi.
Questa generazione ,oggi, si ritrova
"terribilmente" lontana dalla
politica e dai Palazzi del potere.
Una generazione che è costretta ad
assistere a polemiche strumentali e
gaffes ingiustificate.
Noi vogliamo riflettere non solo sui
numeri della ricostruzione o sul
fallimento delle aree industriali e
dismesse, come
già,ampiamente, denunciato nei mesi
scorsi.
Noi vogliamo discutere di POLITICA
e vogliamo rivivere l'imparzialità
di quei momenti.
Vogliamo valori e buoni esempi come
da sempre sostenuto da uomini con
attributi come Sandro Pertini ,
grande protagonista e promoter
della legge di ricostruzione, con il
suo amato slogan …Ricostruzione e
Sviluppo.
Vogliamo ripercorrere questo
percorso per dare dignità,
progresso e rispetto alle
popolazioni lucane, in special modo,
ai dimenticati delle aree interne.
Vogliamo riprendere lo slogan dei
socialisti francesi e della Ségolène
Royal: "le progrès pour tous, le
respect pour chacun".
"Il progresso per tutti e il
rispetto per ognuno".
Quello che manca in Italia e , in
particolare , nel nostro Sud ,da
troppo tempo.
A tutti i responsabili politici
lucani chiediamo di ripercorrere
,almeno parzialmente, con la memoria
,quei momenti bellissimi vissuti con
tanta solidarietà umana.
Ai cittadini lucani chiediamo di
incrociare i "diritti con i doveri"
e il "rispetto con le regole", per
una vera convivenza civile.
Una convivenza di solidarietà con
gli uomini coraggiosi e di buona
volontà.
Come trent'anni fa ,vorremmo
rivivere l'affetto e la
disponibilità delle giovani
generazioni, verso le categorie
sociali più deboli e più anziane.
Quante azioni benevoli sono state
operate dai giovani volontari del
Nord verso le madri, gli anziani
e i bambini in tenera età delle
nostre popolazioni terremotate.
Quante persone "riconosciute come
cittadini" hanno partecipato in
massa ai nostri Consigli Comunali
Aperti e alle nostre Assemblee.
L'appartenenza ad un contesto
sociale era tanto avvertita al punto
che, il privilegio, per pochi
,veniva immediatamente denunciato
nelle nostre "agorà".
I giovani volontari avevano il
compito di superare le resistenze e
gli egoismi che ostacolavano la
creazione di un lavoro comune.
Con i giovani bolognesi , i lucani
dell'epoca avevano imparato ad
uscire dalla dimensione privata
della indifferenza e della
rassegnazione.
In un regime "oligarchico" come
quello odierno tutto ciò diventa
incomprensibile.
Partecipare per cambiare è
diventato… solo un nostro
"cruccio".
Pur tuttavia , non vogliamo
demordere perché siamo convinti che
il confronto con gli strumenti di
partecipazione per le tante persone
serie e di buona volonta lucane sia
diventato ormai necessario e
improcrastinabile.
La democrazia diretta vissuta
trent'anni fa deve richiamare tutta
la cittadinanza attiva alla
centralità delle vere "questioni" ,
in primis , la fine della ricerca
della "protezione sociale" e l'avvio
di un positivo e benaugurante "new
deal", tutto lucano, foriero di
occupazione e di ritrovata passione
civile, caduta , da secoli,.. in un
preoccupante oblìo.
mauro.armando.tita@alice.it