23 novembre 1980 /2010
 "Sprazzi" di Democrazia diretta a chi l'ha vissuto in prima persona. Il confronto con il Nord gemellato

Carissimo direttore
E' il trentennale  del terremoto del 23 novembre 1980.
Ripensare al mio ruolo di amministratore locale di un Comune disastrato mi riempie l'animo, ancora oggi, di commozione e  di sano orgoglio lucano.
La sensibilità dimostrata  dal Notiziario ruvese  per l'anniversario del trentennale può essere il viatico di una diversa  lettura delle  variegate " politiche", poste in essere,  dalla Regione e dagli Enti Locali  interessati.
La nostra commozione è ancora viva ,a distanza di trent'anni,  per le tante vittime,  e, soprattutto,  per le centinaia di bimbi morti nei vari crolli a cominciare da Balvano.
Balvano  e i suoi bimbi morti nel crollo della Chiesa con una  ribalta internazionale…sorprendente per i giornali e le televisioni dell'epoca.
I servizi di Trufelli, Lino Viggiani ,  Vittorio Sabia e altri   hanno fatto comprendere all'intera umanità la gravità della tragedia irpino-lucana.
La grande confusione politica  che viviamo quotidianamente non ci potrà esimere da una  seria riflessione sulla commemorazione dell' anniversario di tale immane tragedia.
Immane tragedia  che ha visto, peraltro, la Basilicata ,protagonista,   in  un senso "parzialmente" positivo.
Quest'anno, più degli altri anni,   toccherà riflettere  su quelle  popolazioni terremotate  che  hanno rinunciato alla delega  e alla committenza politica,  e  hanno tentato di gestire, direttamente, con l'ausilio dei Comuni Gemellati del Nord  la prima fase dell'emergenza e quella successiva   della ricostruzione.
Ricorderemo i tanti giovani ,bolognesi  e romagnoli , i nostri studenti universitari attivi e dinamici dell'epoca    ma, vogliamo  , soprattutto , ricordare con un racconto diverso, le migliaia soccorritori e  di volontari che hanno contribuito ad alleviare il disagio delle popolazioni terremotate lucane.
Un racconto fatto di differenze e di diversità, di solidarietà e di seri comportamenti.
Un racconto che ci ha fatto sentire a noi lucani ...stimati , riconosciuti e "tollerati". 
Per noi    il sisma ci  riporta alla mente  i momenti più tragici ma,anche, i momenti  più belli e più vissuti dalla "democrazia" lucana.
Abbiamo favorito la formazione di tanti Comitati Popolari Unitari.
Gli iniziatori e i propiziatori di tali Comitati  si incaricavano di costituirsi in avanguardia per una mobilitazione che, partendo da una organizzazione rappresentativamente e  numericamente più allargata , fosse in grado di coinvolgere le popolazioni. 
Aver messo  ,successivamente,  in relazione  la nostra identità, le nostre  radici, la nostra  storia, il nostro caparbio e  fattivo  impegno giornaliero con  le realtà politiche e sociali del Nord gemellate, è stato per noi una vera "palestra di vita".
Il confronto posto in essere   con il Trentino, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna , la Liguria,  la Toscana  ecc.  e, in modo particolare,  con l'Amministrazione  Comunale del Sindaco ZANGHERI  di Bologna, ancora scossa  dalla strage del 2 agosto, ci ha fatto comprendere  e "toccare con mano" l'importanza della grande solidarietà del popolo italiano, oggi del tutto desueta e caduta nell'oblìo.
Ci ha fatto essere orgogliosi di appartenere  alla grande dignità "dell'etnìa lucana".
L' autentica appartenenza ad un contesto  sociale e territoriale, come quello lucano, si è fuso per la prima volta  con la grande partecipazione popolare, costruendo di fatto  la vera Cittadinanza Attiva.
Essere parte  di un microcosmo come quello lucano  è stato essenziale per tutti noi.
L' Aver sperimentato concretamente   la "Libertà e la Responsabilità"  ha significato per noi una reale esperienza di democrazia diretta.
Se Don Milani affermava  che uscire insieme dai problemi è fare politica...Noi abbiamo fatto POLITICA.
Abbiamo fatto POLITICA, con tanti  atti finalizzati a rendere possibile il manifestarsi del proprio pensiero critico, con la proposta   e con il confronto.
Confrontare  le proprie idee,  il mettersi in gioco, per tutte  le questioni che riguardavano l'intera collettività è stato un vero banco di prova.
Un contesto democratico che ha permesso a molti cittadini lucani  l'esercizio e l'esigibilità dei propri diritti, con la  forte  e ben visibile presenza dei  movimenti giovanili dell'ARCI , dei partiti della Sinistra e della Caritas  che hanno impresso la loro specificità e la loro forza  "politica" nei primi atti amministrativi delle nostre Giunte.
Chi non ricorda i "CAMPI FANGO" delle regioni gemellate del Nord...  con mense, uffici, tende, letti e strutture  culturali e ricreative.
Una passione civile che, oggi,   forse  è venuta a mancare del tutto.
Una solidarietà come quella offerta dal "pianeta  giovani" bolognese ed emiliano in particolare   che ci ha fatto rivivere le stupende giornate  del "dopo" alluvione fiorentina.
Le giornate della meglio gioventù.
Sarà che siamo dei  grandi nostalgici di quel tempo, ma, il clima che si è vissuto in quei momenti  non è paragonabile con la schizzofrenia e l'egoismo di oggi.
Questa generazione ,oggi, si ritrova  "terribilmente" lontana dalla politica e dai Palazzi del potere.
Una generazione che è costretta ad  assistere a polemiche strumentali e gaffes ingiustificate.
Noi vogliamo riflettere non solo sui numeri della ricostruzione o sul fallimento delle aree industriali e dismesse, come già,ampiamente, denunciato nei mesi scorsi.
Noi vogliamo discutere di POLITICA  e vogliamo rivivere l'imparzialità di quei momenti.
Vogliamo valori e buoni esempi come da sempre sostenuto da uomini con attributi come Sandro  Pertini , grande protagonista  e promoter della legge di ricostruzione, con il suo amato slogan …Ricostruzione e Sviluppo.
Vogliamo ripercorrere questo  percorso per dare dignità, progresso e rispetto alle popolazioni lucane, in special modo, ai dimenticati delle aree interne.
Vogliamo riprendere lo slogan dei socialisti francesi e della Ségolène  Royal:  "le progrès pour tous, le respect pour chacun".
 "Il progresso per tutti  e il rispetto per ognuno".
Quello che manca in Italia e , in particolare , nel nostro Sud ,da troppo tempo.
A tutti i responsabili politici lucani chiediamo di ripercorrere ,almeno parzialmente, con la memoria ,quei momenti bellissimi vissuti con tanta solidarietà umana.
Ai cittadini lucani chiediamo di incrociare i "diritti con i doveri" e il "rispetto con le regole", per una vera convivenza civile.
Una convivenza di solidarietà con  gli uomini  coraggiosi e di buona volontà.
Come trent'anni fa  ,vorremmo rivivere l'affetto e la disponibilità delle giovani generazioni, verso le categorie sociali più deboli e più anziane.
Quante azioni benevoli sono state operate dai giovani volontari del Nord  verso le  madri, gli anziani  e i  bambini in tenera età delle nostre popolazioni terremotate.
Quante persone "riconosciute come cittadini" hanno partecipato in massa  ai nostri Consigli  Comunali Aperti e alle nostre Assemblee.
L'appartenenza ad un contesto  sociale era tanto avvertita al punto che, il privilegio, per pochi ,veniva immediatamente denunciato nelle nostre "agorà".
I giovani volontari avevano il compito di superare le resistenze e gli egoismi che ostacolavano la creazione di un lavoro comune.
Con i giovani bolognesi , i lucani dell'epoca avevano imparato ad uscire dalla dimensione privata della indifferenza e della rassegnazione.
In un regime "oligarchico" come quello odierno tutto ciò diventa incomprensibile.
Partecipare per cambiare è diventato… solo  un nostro "cruccio".
Pur tuttavia , non vogliamo demordere perché siamo convinti che il confronto con gli strumenti di partecipazione per  le tante persone serie e di buona volonta lucane  sia  diventato  ormai necessario e improcrastinabile.
La democrazia diretta vissuta trent'anni fa  deve richiamare tutta la cittadinanza attiva  alla centralità delle vere "questioni" , in primis , la fine della ricerca della "protezione sociale" e l'avvio di un positivo e benaugurante "new deal",  tutto lucano,  foriero di occupazione e di ritrovata passione civile, caduta , da secoli,.. in un preoccupante oblìo.

                                               mauro.armando.tita@alice.it

       

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