La paura regna sovrana ad
Andretta e nel suo hinterland lucano
del Nord.
Il pericolo della riapertura
anticipata della più grande
discarica europea diventa oggi più
che mai concreto.
E' l'annuncio fatto dal sindaco di
Savignano Irpino, Ciasullo .
La polveriera di Terzigno come
definita dal direttore Leporace fa
nascere comitati spontanei di mamme
vulcaniche, stanche dell'aria
irrespirabile e provvedimenti
emergenziali , in primis l'
ordinanza d'urgenza della Regione
Campania che sancisce in via
straordinaria, il nulla osta per il
conferimento dei rifiuti napoletani
nelle discariche irpine.
Vinicio Capossela che aveva
guidato l'ultima resistenza alla
mega discarica di Andretta in
provincia di Avellino, in località
Formicoso è stanco, non dà più
segni di vita e di reattività.
La questione Formicoso è caduta
nell'oblìo...abbiamo il sentore che
i rifiuti di Napoli e
Caserta saranno dirottati nella
silenziosa e poco reattiva Irpinia.
La discarica del Formicoso che è
collocata in una delle più belle
località della Valle dell'Ofanto
sarà, sicuramente ,la fine per un
territorio "vergine" e selvaggio dal
punto di vista ambientale, con un
ecosistemma unico nel suo genere.
Una discarica che , perdurando la
crisi della monnezza in Campania
dovrà accogliere due milioni di
tonnellate di rifiuti in un
territorio a ridosso del Nord
Basilicata.
Un territorio collocato tra
l'estremo limite settentrionale
della nostra regione e il corso
dell'ultimo dei fiumi appenninici,
l'Ofanto.
Un territorio molto amato da lucani
e dagli irpini di lungo corso.
Per noi cittadini del Nord Lucania
"affratellati" con l'Irpinia la
valle dell'Ofanto è e resta un
luogo mitico.
Un luogo di collegamento con tante
serie e diverse implicazioni .
Quanta affinità culturale, quante
complicità territoriali, quanti
"matrimoni" tra Ruvo del Monte,
Rapone e Calitri ,Aquilonia,
Andretta e Sella di Conza, Pescopagano
e S.Andrea di Conza ecc.
Un rapporto di amicizia fraterna tra
"ceppi familiari" consolidati e
cementati nel tempo.
Una grande alleanza tra
imprenditoria locale e Banche
Cooperative della Basilicata e
dell'Irpinia.
Un grande fiume, come l'Ofanto, con
la sua grande storia a suggellare
questa fraterna amicizia secolare.
Lungo il suo versante alle pendici
del Vulture e la larga e
pianeggiante Fiumara di Atella, si
ritrova il corso
settentrionale dell'Ofanto.
L'Ofanto è stato uno dei punti
chiave dell'intero sistema di
comunicazione della Magna Grecia.
Quanti passi indietro rispetto a
cotanta civiltà.
Vinicio Capossela il cantautore di
Calitri aveva lanciato la sua
sfida.
Un territorio che esprime poche
centinaia di migliaia di elettori
non può reggere di fronte ai
tanti "milioni" di
elettori napoletani e casertani.
Forse, le popolazioni dell'Irpinia
non meritavano tanta crudeltà dopo
tanti decenni di forzata emigrazione
e dopo il tragico sisma dell'80.
Anche la tragedia del terremoto ci
ha visti uniti.
L'area del cratere ha interessato la
fascia dell'Irpinia e quella del
nostro Vulture Melfese.
Dopo circa trent'anni le nostre aree
fiorivano di polmoni verdi e
agriturismi.
Ricominciava un tessuto connettivo
legato al territorio,ancora
selvaggio e mitico.
Come sostiene Vinicio Capossela
questi territori sono fuori dalle
carte geografiche.
I paesini si chiamano per
soprannomi.
I boschi sono ancora intatti.
In certi luoghi ci si può arrivare
seguendo tracce di animali e degli
affluenti dell'Ofanto.
Fra i più ricchi rinvenimenti
archeologici è da annoverare
tutta l'area che parte dal corso
superiore dell'Ofanto fino alla
Valle del Sele ad ovest della Sella
di Conza.
Un binomio inscindibile.
Qui, infatti, la valle di un modesto
affluente meridionale dell'Ofanto (Liento),
in quel tratto di confine tra
Basilicata e Campania si affaccia la
valle dei territori di Rapone e Ruvo, fino
alle alture appenniniche culminanti
nel vicino Monte S. Croce, ricche
di necropoli.
Una valle dove sono presenti tanti
insediamenti archeologici di natura
mista " indigena " e della Magna
Grecia . Una valle tra l'Alta
Irpinia e il nostro Vulture Melfese.
Tutta questa bella storia e tanta
bella agricoltura produttiva e
biologica con prodotti caseari di
grande qualità , subiranno per
sempre un forzato blocco.
Un blocco immotivato e
ingiustificato.
Non ci saranno più comitive di
turisti ambientalisti provenienti
da ogniddove , che trovavano in
questo paesaggio la verginità di un
territorio e la genuinità umana
delle popolazioni locali.
Chi non ricorda le mozzarelle e i
prodotti caseari di Lioni e i
formaggi dell'Alta Irpinia.
Tutto sembra compromesso.
Una realtà che produce solo il 5%
dei rifiuti rispetto alla grassa
Campania e al suo debordante egoismo
e poco civico popolo napoletano,
deve sacrificare la propria terra e
farsi devastare da due milioni di
tonnellate di rifiuti.
Credo che, nonostante, tutte le
contromisure il fìo sarà pagato
anche dalle popolazioni lucane di
confine.
Sconfitti i Sindaci, sconfitta
l'opinione pubblica, credo che solo
una CAMPAGNA di STAMPA adeguata,
con l'aggiunta di un mega concerto
di Vinicio Capossela potranno
risvegliare gli animi un po'
assopiti.
Non si tratta di egoismi
territoriali, ma, ubicare una mega
discarica in un bellissimo
territorio di indubbio valore
storico- ambientale è un suicidio
per le genti oneste dell'interno
campano e lucano.
Un interno campano-lucano dove non è
mai attecchita la grande
criminalità.
Un governo democratico dovrebbe
rispettare i suoi migliori
cittadini.
Cittadini che non hanno
mai utilizzato a sproposito un
fucile, se non per belle e
suggestive campagne di caccia.
Campagne di caccia nel pieno
rispetto della natura.
Speriamo che le istituzioni locali
insieme a Vinicio Capossela si
sveglino dal torpore e creino quelle
condizioni per dimezzare i rifiuti
della discarica di Formicoso.
Un governo, serio e democratico ,
sensibile e "onesto", e,
soprattutto, che si rispetti, non
può..glissare sui problemi e non può
far leva , ancora una volta, sui
deboli.
Speriamo in un razionale e
umanitario ravvedimento.
Lo chiedono migliaia di cittadini
dell'interno lucano e campano , ai
quali è stata tolta per tanti anni
la dignità di cittadini democratici.
Per anni è stata calpestata
la Costituzione Italiana e
soprattutto il suo primo articolo
che fondava la Repubblica sul
lavoro.
Per tante centinaia di migliaia di
questi cittadini dell'interno
lucano e campano il lavoro lo hanno
trovato all'estero.
Dopo tanti anni di rinunce e grossi
sacrifici erano ritornati nei loro
borghi natii investendo tutti i loro
averi in natura e sapori.
I loro investimenti si erano
caratterizzati in
prodotti biologici e tipici non
disdegnando agriturismi e fattorie
didattiche oltre a strutture di
natura turistico-ambientali.
Tutto vanificato... dalla mega
discarica di due milioni di
tonnellate di rifiuti... e dal
pericolo della sua ri-apertura
anticipata,... crudamente
ipotizzata dal Sindaco Ciasullo.