LE
TRAGEDIE DIMENTICATE
Nei giorni scorsi sono state rievocate le
tragedie di Marcinelle e dell'Andrea Doria.
La prima tragedia di Marcinelle ricordata dal Comune di
Castelgrande ha finalmente, dopo , oltre,
cinquant'anni, riconosciuto il soccorritore Antonio
Racaniello, la seconda tragedia , quella dell'Andrea
Doria, ricordata dalla trasmissione televisiva "
Novecento "di Pippo Baudo, ha, dopo , cinquantaquattro
anni, riconosciuto l'innocenza del Comandante Calamai.
Ancora, una volta, i morti dell'Andrea Doria sono
rientrati nell'oblìo assoluto.
Trovavo , ieri,tutto ciò, molto strano ,oggi, lo è
,ancora, di più.
Più
volte ho denunciato questa indifferenza e questo
silenzio assordante sui due emblematici casi.
Il Consiglio Regionale e la Commissione dei Lucani nel
mondo avevano volutamente ignorato il cinquantesimo
anniversario , nonostante, le appossionate note del
Quotidiano della Basilicata, riprese, pure, da
Basilicatanet e dalla sensibile e ottima giornalista
Nuccia NIcoletti.
Quasi a voler suggellare morti di Serie A e morti di
Serie B.
La commemorazione della Pro Loco di Ruvo del Monte per
la morte dell'intera famiglia ruvese di Russo Michele
(fratello di mio nonno materno) e la sig.ra Gabbamonte
in Suozzi ,cognata della mia cara nonna , moglie dello
Zio Antonio era stata del tutto ignorata .
Strano,pure,che
il solo Quotidiano avesse prodotto, articoli e note,
sui due tragici avvenimenti.
L'altra stampa locale, ignorando gli avvenimenti tragici
aveva pensato bene che l'anniversario dovesse
riguardare il solo Quotidiano e il suo fido
collaboratore che "inveiva contro le istituzioni
regionali e i mass media" per la morte del suo caro zio
Michele, la Moglie e le due giovani adolescenti Giovanna
ed Enza, oltre, alla Sig.ra Gabbamonte.
Che crudele destino.
A distanza di oltre cinquant'anni la famiglia Russo e la
povera Signora Gabbamonte inghiottiti dalle acque del
Pacifico non hanno mai avuto una benchè minima
SOLIDARIETA' istituzionale.
Oggi l'Associazione Lucani nel mondo ha rievocato
Marcinelle dopo tanto oblìo, e... l'Andrea Doria ...?
Bisogna convenire che c'è in atto una nuova solidarietà
tra emigranti lucani e società regionale.
Molti sono i lucani emigranti che desiderano ritornare
nel loro borgo natìo.
Molti sono gli argentini e i sudamericani di nuova
generazione che hanno usufruito delle "prebende"
regionali e pensionistiche, poste in essere
,dall'allora Ministro De Michelis.(prebende che
coinvolgono migliaia di emigranti e costano alle casse
del Tesoro ,quasi quattromila miliardi di vecchie
lire).
Sembra che, in questi ultimi tempi vi sia un
attaccamento morboso verso l'emigrante.
Tanta attenzione e tanto interesse di aziende lucane
vitivinicole, interessate ad aprire "nuovi mercati".
In questi ultimi anni, sono cresciuti a dismisura gli
ESPERTI del settore.
Non sono stati coinvolti, però, ancora una volta, i
veri protagonisti, cioè, quelli che hanno vissuto sulla
propria pelle, i mali dell'emigrazione.
Sono coinvolti studiosi o politici che hanno retto
confronti e dibattiti con una sola parte " istituzionale
"... degli emigranti.
Sono quei politici che hanno ignorato gli emigranti che
sbarcano il lunario con mancate pensioni e mancati
riconoscimenti pregressi.
Sono quegli emigranti che hanno lavorato decenni e sono
ritornati in Italia come Pietro l'Aretino.
Sarebbe bello se quel " milione" di lucani sventurati
,da Marcinelle all'Andrea Doria , potessero essere
"riconosciuti" dai figli degli "emigranti di ieri".
Ma, in Basilicata, il cinismo e l'ipocrisia ha preso il
sopravvento.
Le migliori categorie dei cittadini attivi sono ormai
lontane.
Sono quelle categorie che hanno animato il dibattito
negli anni scorsi .
Sono i "self made man" che hanno preferito lasciare la
Basilicata, per avere tanto successo al Nord , con
imprese e management.
Dopo il dibattito sui trentenni un fioco lumicino si è
acceso.
Sarebbe bello se, i figli degli emigranti sventurati,
potessero avviare una vera rete con gli "emigranti di
successo".
In questo modo la Commisssione dei Lucani nel mondo ,
non solo creerebbe momenti di vera solidarietà , ma,
porrebbe in essere i presupposti di complicità tra
vecchie e nuove generazioni di emigranti.
Questo chiarimento dovuto porta a un solo obiettivo:
"Recuperare i veri valori lucani nel mondo".
Recuperare i veri valori significa uscire dalle
ipocrisie e aprire ai veri protagonisti.
Chi non ha vissuto sulla propria pelle... non potrà mai
capire il vero dramma dell'emigrazione.
Siamo stanchi di essere "testimoniati" da persone che
hanno vissuto... l'emigrazione solo dai documentari
delle teche RAI.
Il male della Basilicata , da sempre , è il grande
distacco tra paese reale e paese, cosiddetto, legale.
Le istituzioni sono chiuse da sempre nel loro "limbo".
I municipi ,nei decenni scorsi, avevano prodotto
qualche sussulto.
Oggi tutto è rientrato.
La poltiglia ,di cui parla il Censis , è ancora più
evidente nella Basilicata.
Pochi sono gli eletti , l'oligarchia la fa da padrona.
Una oligarchia consumata e presente in tutto l'arco
costituzionale.
L'oligarchia che segue tutti i fenomeni economici e
politici.
Sono lontani i tempi dei politici anticonformisti.
Sono lontani i tempi del Senatore Ambrico, che coordinò
e diresse l'inchiesta parlamentare sulla povertà in
Basilicata , con il sociologo Franco Ferrarotti e il
medico tricaricese Rocco Mazzarone e del Sen Lapenta
conosciuto per onestà e libertà (dalle correnti
democristiane).
Ambrico e Lapenta politici indipendenti nel
conformismo DC, non hanno avuto molti imitatori
nell'attività parlamentare italiana.
Noi, ancora oggi, siamo alla ricerca di uomini fuori
dalle oligarchie di sempre e veramente liberi, nel
pensiero e nelle azioni.
Uomini che abbiano un minimo di onestà intellettuale.
Uomini che abbiano il pudore di fronte ai tanti
nepotismi di ieri e di oggi.
Uomini che abbiano la sensibilità sociale di Ambrico e
di Lapenta, cristiani e politici intelligenti.
Uomini che hanno sofferto per le tragedie di Marcinelle
e dell'Andrea Doria e per la tanta disgustosa emgrazione
degli anni cinquanta e sessanta.
Quel primo articolo che fondava la Repubblica sul Lavoro
è stato tradito da sempre dalle istituzioni e dai
governanti di ieri e di oggi.
Per migliaia di lucani e meridionali la Repubblica era
fondata sul lavoro all'estero.
Nei nostri paesini lucani si sfornavano centinaia di
passaporti.
I nostri Comuni erano dissanguati dalle migliori energie
vitali ed intellettuali.
L'Istituto Tagliacarne, nel Convegno tenuto a
Carbone,nei mesi scorsi, ha sostenuto che l'andamento
demografico e l'esodo che riguarda le coppie giovani e
i ragazzi in cerca di prima occupazione, è
fisiologico.
Siamo all'impazzitoio.
Negli anni scorsi si partiva per le Americhe, oggi
l'esodo giovanile è diventato fisiologico...
Sono analisi che ci fanno rabbrividire .
Non saranno più sufficienti "progetti e patti" che
invertiranno questa tendenza "fisiologica".
Speriamo che, nell'approssimarsi dei nuovi scenari
politici regionali ci sia qualcuno che non eserciti
tanta goffaggine.
Recuperiamo pur in questo ingiustificato immobilismo
generale un minimo di buon senso, e riprendiamoci,
con serietà, la nostra dignità di lucani .
Una dignità perduta "altrove" e che dobbiamo recuperare
urgentemente.
Una dignità che riconosca nei veri attori sociali,
quelli che hanno vissuto sulla propria pelle, i disagi,
le ingiustizie e le disgustose sperequazioni di una
regione matrigna.
I figli degli emigranti, quelli veri, non bonificati,
sono stanchi di vedere gli stessi noti di sempre
assurgere a ruoli egemoni.
Almeno, nel campo dell'emigrazione, lasciate che siano
loro... i veri protagonisti.
I politici, gli ipocriti, i finti solidali facciano un
passo indietro.
Una sola volta in LUCANIA dimostriamo che c'è un
fazzolettino di onestà intellettuale.
Quel fazzolettino che tante volte è stato usato dalle
nostre madri e vedove bianche, vissute per decenni,
senza il conforto di un marito/padre.
Quelli che, sono vissuti negli agi della borghesia e
negli inciuci di cencelliana memoria , tutti
rigidamente vicini al potere , dovrebbero almeno per un
minuto... pensare alle tante sofferenze e ai tanti
morti "emigranti" lucani sul lavoro . ( Non
dimentichiamo ,fra l'altro , il padre di Tonino e
Angelo Guerra "Francesco" e il papà di Peppino De Luca
"Vincenzo" e i tanti giovani come Donato Ferrieri , mio
grande amico, morto in Svizzera )
Sono migliaia e nessuno ne parla... come l'Andrea Doria
e la tragedia dell'intera famiglia lucana Russo e
della Famiglia Suozzi.
Chiedere scusa da parte delle Istituzioni preposte
...per tanto oblio e per tanta indifferenza è un atto
dovuto e di vera umiltà , di vera correttezza
democratica ,ormai, del tutto desueta.
Mauro
Armando Tita
mauro.armando.tita@lice.it