Le
Madri coraggio di sempre...quelle che
denunciano e quelle che subiscono
9
Maggio 2010
Tre
importanti ricorrenze sono cadute nell'oblìo degli
accadimenti "economico-Speculativi" delle Borse e della
crisi greca e dell'Euro.
La prima è la Festa della Mamma.
La seconda è l'anniversario del vile assassinio di
Peppino Impastato e la terza è la morte di Aldo Moro,
ucciso dalle BR.
Noi che siamo liberal da sempre.Noi che abbiamo
pagato molto per questa nostra natura di uomini
liberi, non possiamo che celebrare insieme al nostro
Presidente il giorno della Memoria.
Abbiamo riferito nei giorni scorsi che amiamo i giovani
di Libera ...quelli che non dimenticano.
Le parole di Napolitano scuotono l'opinione pubblica
italiana , quella più sensibile .
Forniscono un grande di conforto alle famiglie delle tante vittime del
terrorismo mafioso e politico, delle macchinazioni ,
dei depistaggi, degli intrighi.
Il riconoscimento dei diritti di tanti "dimenticati" è
motivo di orgoglio per noi cittadini liberi.
Avere un Presidente della Repubblica che non vuole
dimenticare le stragi di Stato avvolte nel mistero e
ancora impunite può servire ad uscire da un disgustoso
conformismo, imbevuto di tanta ignavia.
Non abbiamo mai amato il popolo conformista,
debole e poco reattivo.
Un popolo che non si riconosce nei valori di libertà e
di giustizia sociale non può definirsi popolo
democratico.
Un popolo che riscopre le sue madri coraggio è un popolo
sano.
In questi ultimi anni dopo le madri coraggio di Plaza de
Mayo ci aggrappiamo sempre più con tanta convinzione e
con tanta sincera solidarietà a tutte queste nostre
coraggiose e impavide mamme lucane e meridionali in
genere.
L'elenco sarebbe lunghissimo... ci piacerebbe ricordare
con tanta emozione la Mamma di Peppino Impastato, la
mamma di Luca Orioli e la mamma di Elisa Claps.
Amiamo queste donne con schiena dritta.
Amiamo la loro determinazione , amiamo i loro "pensieri
stupendi" le riflessioni sulla vita,l'amore, il lavoro e
l'amicizia.
Ci ha tanto meravigliato la loro
originale "trasgressione".
La loro trasgressione è consistita nel denunciare
istituzioni e santuari mai "scalfiti" e mai sfiorati
prima ... da mass media , da forze sociali e
politiche e da istituzioni pubbliche e non, molto
distratte.
La personalità di ognuno di noi si è temprata con queste
madri. Molti sacerdoti hanno riscoperto che
finanche ... i soldi sono il male
assoluto.
Sono stati squarciati tanti veli sulle famiglie più
umili...il caso Ottavia è l'ultimo esempio di
abusi perpetuati da "minuscoli" spaccati di realtà
sociali grette e insensibili .
Una insensibilità dimostrata e acclarata anche con la
vicenda della disabile madre di Paterno .
E' una delle tante madri sconociute lucane che non
ha mai goduto della vasta eco degli stupri di
Bologna o di Roma.
Sono quelle madri che hanno subito per anni
, in silenzio, tutte le angherìe dei mariti padroni .
Se abbiamo messo in rilievo nei mesi scorsi
la sensibilità e la grande caparbietà , del giudice
Esposito e di tutti gli inquirenti ad iniziare dai
Carabinieri di Paterno( quanta differenza con il collega
di Montemurro dell'epoca di Settimia), nel voler
perseguire dopo dieci anni, un caso di violenza fisica
ripugnante verso un "debole e indifeso soggetto" una
ragione ci deve pur essere.
Proviamo a ripensare per un attimo alla ignavia del
caso in questione.
Credo che, ogni essere civile che vive in un consesso
umano avrebbe dovuto reagire come il giudice Esposito.
Non ci sono parole per definire un simile
comportamento.
Forse, gli inquirenti dell'epoca non avevano certamente
l'acume e la sensibilità del Giudice Esposito.
Tanto... la povera vittima era una umile contadina
... una mera espressione umana.
Una mera espressione umana che non faceva paura a
nessuno.
Questo cinismo e questa insensibilità con tanta tanta
indifferenza ha colpito la Basilicata e il Meridione nei
decenni scorsi.
Oggi, per fortuna , non è più così, le madri
coraggio lucane fanno sentire la loro voce.
Oggi queste donne coraggiose sanno uscire dal loro
guscio e abbattono come furie tutti i percorsi
accidentati "distruggerndo" , finalmente ,un modello
ancestrale che si ciba di omertà e ignavia..
Queste donne di provata buona volontà , sensibilità ,
caparbietà e coraggio sono la prova vivente che tanta
cittadinanza attiva e tanta buona gioventù lucana sono
vive reattive e non accettano alcuna menzogna inutile.
Mauro Armando TITA