Tra veleni e
veline
(dossier)
siamo
costretti
noi lucani
ad inseguire
i campioni
dello sport
.
Qualche
tempo fa ci
siamo
chiesti se
il grande
Vulture
Melfese con
i suoi
grandi
Statisti
(Nitti in
primis) e
i politici
di rango
oltre a
grandi personaggi
illustri
fosse
degnamente
rappresentato
nell'universo
politico
odierno.
La risposta
è certamente
sconcertante...NO.
Al contrario
del recente
passato si ,
poteva
contare su
Presidenti
del
Consiglio
,Ministri,
Sottosegretari e
tanti
deputati e
assessori
regionali.
Il Vulture
era
degnamente
rappresentato.
C'era un
grande
dibattito e
una grande
vivacità
culturale
che oggi
langue del
tutto.
Quante
animate
discussioni
tra
autentici
talenti
della
medicina,
della
cultura,
dell'economia
e della
letteratura.
Le occasioni
di vera
comunione
si
sprecavano.
Le
popolazioni
del Vulture
erano
solidali fra
loro.
L'Alta
Montagna
aveva un
ruolo e una
rappresentanza.
Non vi era
alcuna forma
di egoismo.
Nascevano
gli
Acquedotti
consortili.
Il Comune
ricco di
acqua
erogava al
Comune
"carente"
limitrofo...
litri e
litri al
secondo,
senza
alcuna
contropartita.
Era una vera
comunione di
intenti e di
valori.
Il
campanilismo
e l'egoismo
erano per
sempre
banditi.
Le
istituzioni
scolastiche
erano
presenti in
modo palese
e non
occulto come
oggi.
I loro
giudizi
erano
spietati.
La nuova Scuola
Media Unica
dell'epoca
che superava
la vecchia
dualità ,
tra scuola
media e
scuola di
avviamento,
muoveva i
suoi primi
passi, e,
forse,
alimentava
la prima
"strage"
degli
allievi più
poveri.
In questo
clima e in
questo
contesto
sono nate
le dissanguanti
emigrazioni
degli anni
sessanta e
settanta.
In questa
area
territoriale
Annabella
Rossi
ricercava
nelle
campagne di
S. Fele (Pierno) le
sue "FESTE
DEI POVERI".
Con questi
disarmanti
"presupposti"
le famiglie
Cancellara
(genitori
del grande
ciclista
Fabien)
prima e
Cammarelle
dopo , sono
emigrate
dal Vulture
verso il
Nord e
l'ambita
Svizzera.
Oggi,
purtroppo,
le uniche
soddisfazioni
del nostro
territorio e
della nostra
area sono
forse solo
rappresentate
dalle
vittorie dei
figli di
questa terra
in primis
Roberto
CAMMARELLE
,figlio di
emigranti di
Rionero in
Vulture e di
Scalera,
frazione di
Filiano,
salito
ultimamente
sul podio
più alto nei
recenti
Mondiali di
Pugilato.
E'
certamente
motivo di
orgoglio per
i lucani e
per il
Vulture .
Un orgoglio
e un
riscatto
riconosciuto
anche dal
grande
SAVIANO.
Un figlio
del sud che
ha vissuto
una
esistenza
grama come
le migliaia
di emigranti
lucani costretti
a vivere tra
rinunce e
grandi
sacrifici.
Solo oggi,
si
riprendono
... una
sana
rivincita
sociale.
Una
rivincita
sociale , per
le famiglie
costrette ad
emigrare e ,
sicuramente,
dimenticate
per tanti
anni.
Oggi la loro
rivincita
sociale ha
un bel...
sapore.
La rivincita
degli
ULTIMI.
Quanto tempo
è passato
dai primi
bocconi
amari
ingoiati
dalle
famiglie
lucane.
Quante
umiliazioni
hanno dovuto
subire dai
"nordisti
italiani".
Quante volte
questi
emigranti
lucani si
sono visti
rifilare
l'appellativo
di
"terroni"
dai
nordisti.
Offese
condite con
sarcasmo,
ironia e
tanta dose
di
xenofobia e
razzismo.
Oggi Roberto
Saviano ha
denunciato
al mondo
intero che
l'
olimpionico
e campione
mondiale Cammarelle non
è lumbard
di Cinesello
, ma un vero
figlio del
SUD.
Quanta
ipocrisia in
queste
popolazioni
del Nord .
Anche il
nostro
Vulture
gioisce
di..."
riflesso".
A tutto ciò
fa da
contraltare
un
pressappochismo
giornalistico
pauroso.
Non sono
bastate le
cittadinanze
onorarie.
Saremo
forse sempre
considerati,
nonostante i
successi
olimpionici
e mondiali,
alla
stregua di
...mere
espressioni
geografiche.
Lo
conferma un giornalismo
italiano
"che conta e
che ignora"
le origini
lucane di
Cammarelle.
Tutto ciò
fa
accapponare
la pelle. Ci
fa
rabbrividire.
Ci fa
incazzare.
Speriamo di
non essere
oggetto come
nel recente
passato di
una vera
forma di
xenofobia
oltre a mera
ignoranza
geografica.
Molti sono i
giornalisti
RAI e
Mediaset che
collocano
Rionero in
Vulture(nonostante
gli spot di
Coca
Cola) in
Campania o
in Calabria.
Non me ne
vogliano i
giornalisti
preparati e
sensibili.
Tali
performances
sono un
tormentone
di
superficialità
e di
pressappochismo.
Il
Presidente
De Filippo
dovrebbe
suonare la
carica e
smentire
ancora una
volta tutti
questi
"saccentoni"
, ignoranti
in
geografia.
Noi lucani
abbiamo una
nostra forte
identità e
non amiamo
essere
intruppati
in altre
regioni ,
forse, più
note e più
conosciute
per altre
indubbie "performances".
Speriamo
che, nel
prossimo e
immediato
futuro, il
Vulture
Melfese
abbia più
riconoscibilità.
Speriamo
che , i
suoi uomini
migliori,
non siano
più...
"sacrificati"
.
Questa
"tipologia"
di uomini
lucani ,di
grande
spessore e
qualità ,
deve restare
in
Basilicata.
Questi
uomini
non possono
e non
devono affermarsi
solo...
oltre i
confini
regionali.
Essi
devono ritrovare
,
finalmente,
il loro
"giusto"
riconoscimento, nella
propria
terra
d'origine.
Siamo
stanchi di
"foraggiare"
altre
amministrazioni
e altri
territori
con i nostri
migliori
uomini.
E' uno dei
tanti
obiettivi
che il
Quotidiano si è
prefisso da
qualche anno
a questa
parte , con
i suoi
sensibili,
precisi e "paridiani"
editoriali.
Tanti sono
gli scritti
e tanti i
comunicati
stampa
pubblicati
in tale
direzione.
Tante sono
le denunce.
Il grande
Nord della
Basilicata,
con la sua
Fiat SATA ,
la sua
Agricoltura
intensiva,
il suo
Aglianico,
la sua
ricchezza di
acque
minerali e
paesaggi,
non può non
essere
rappresentato
in Giunta
Regionale.
Da un
decennio
inoltrato
l'assordante
e
ingiustificata
assenza
degli uomini
del Vulture
Melfese ha
comportato ripercussioni
negative sul
territorio.
Da anni, un
simile
status quo,
non fa che
accrescere
il disagio
delle
popolazioni
vulturine.
La
governance
nel Vulture
è diventata
un puro
optional.
Viviamo da
qualche
decennio
solo di
"riflesso".
Tutto ciò
non è più
tollerabile.
Vogliamo
sperare in
un sano
orgoglio
vulturino.
Vogliamo
sperare che,
le giovani
generazioni
del Melfese,
consapevoli
del
"declino",
si
sveglino
dal torpore
e
richiedano,
finalmente,
quell'agognato
ruolo di
presenza
fattiva e di
vero
protagonismo.
Oggi,
purtroppo,
tale
presenza
fattiva e
tale
protagonismo
è stato del
tutto
delegato ad
altri.
Dieci anni
di
prolungata
e
ingiustificata
assenza,
nei gangli
del "
potere"
regionale e
nazionale,
sono,
forse, un
po' troppi,
per un'area
che ha
sfornato politici
del calibro
di Nitti,
Fortunato e
Attilio Di
Napoli.
Speriamo che
a partire
dal 2010 le
cose cambino
per davvero.
IL nostro
amato
Presidente
NAPOLITANO
ha scelto
Rionero...
quasi a
suggellare
la grande
importanza
che
rivestono le
popolazioni
del Vulture.