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CASTELGRANDE - A.S.D. RUVO 2-1
IL RUVO
SCONFITTO DAI PROPRI ERRORI
Servizio di Roberto DI NAPOLI
Arbitro: sig.ra DE CANIO Caterina (Sez. di Potenza) Ammoniti : Pennimpede e Muro A. (Castelgrande), Tomasulo e Santoro (Ruvo) Sostituzioni : nel s.t. Colucci per Cardillo A. , Petruzziello per Cardillo R. , Ostiario per Federici D. (Castelgrande) ; Tita per Tomasulo , D'Andrea per Tartaglia , Giglio per Annunziata (Ruvo) Reti : nel p.t. al 40° Muro M. (Castelgrande) ; nel s.t. al 3° Muro A. (Castelgrande), al 39° Santoro (Ruvo) .
LA CRONACA Chi ci segue ormai da
tanti anni , ed abbiamo scoperto essere in tanti e da ogni dove ,
sa che le gare del Ruvo sono state sempre raccontate con il massimo
dell'obiettività , dimenticandoci di essere tifosi e calandoci nei panni
di chi deve descrivere quanto accaduto a chi legge per conoscere i
fatti. Senza dimenticare , cosa più importante , che stiamo parlando alla fine di un gioco. Abbiamo sempre
onestamente riconosciuto i meriti nostri e quelli degli avversari ,
abbiamo sempre messo in primo piano i nostri demeriti ed i nostri limiti
, abbiamo sempre denunciato i limiti , ed a volte la malafede , di certi
direttori di gara , così come ne abbiamo esaltato le capacità ed i
meriti , anche in gare dalle quali la nostra squadra è uscita ,
meritatamente o immeritatamente , sconfitta. Ad essere sinceri , però , nel caso della gara odierna il conteggio è stato alquanto lungo , prima di smaltire i bollori che non avrebbero consentito un racconto sereno di quanto accaduto. Senza perdersi in inutili preamboli , la gara odierna era importante per entrambe le formazioni : per i padroni di casa al fine di rimettersi in corsa per la salvezza , per il Ruvo per non avvicinarsi pericolosamente alle zone "calde" della graduatoria e per cercare di dare finalmente un' identità al proprio campionato. Il risultato finale ha detto che la classifica si sta accorciando in maniera non proprio ideale per l'undici di mister Grieco , che , dopo la terza sconfitta di fila , rischia di essere invischiato nella zona "play out". Per quanto visto nel corso di oltre un'ora di gioco (ma sarebbe meglio dire : di "non gioco") , il Ruvo se l'è proprio cercata : troppa leziosità , troppa presunta superiorità e nessuna concretezza. Di fronte un Castelgrande che , dal canto suo , ha fatto della concretezza la sua arma vincente , sfruttando nel migliore dei modi le uniche due occasioni concesse e difendendosi con il coltello tra i denti dagli (in verità infruttuosi) attacchi degli ospiti. E' impresa ardua costruire la cronaca della gara , visto il nulla totale da una parte e dall'altra , quindi andiamo direttamente alle marcature che hanno determinato il risultato. Al 40° del primo tempo il Castelgrande conquista un calcio d'angolo sulla destra : batte il n.7 Colucci per l'altissimo n.8 Muro Michele che , dimenticato dalla difesa ospite (eppure era da prevedersi , vista la statura di questi) , la mette dentro di testa sul secondo palo , siglando l'1-0. Da evidenziare l'ennesima rete che il Ruvo subisce su una palla inattiva. Ad inizio ripresa l'ennesimo errore di sufficienza a centrocampo della stagione per gli ospiti regala su un piatto d'argento al n.11 Muro Angelo il pallone del 2-0 , battendo Rosamilia tutto solo con un pallonetto dalla sinistra. Mister Grieco opera dei cambi , ma il previsto forcing ospite per riequilibrare il risultato della gara non porta alcun frutto , sbattendo regolarmente contro un'arroccata difesa di casa . Anche se , in verità , in qualche occasione questa è stata aiutata dalla fortuna , come in qualche pericolosa mischia davanti a Pennimpede , come quando non è stato concesso un sacrosanto calcio di rigore per fallo evidente su Santoro , o come in un'occasione in cui la palla ha danzato pericolosamente sulla linea di porta ed ha colpito per ben due volte i legni senza oltrepassare la linea stessa. Sino a quando , al 39° , Santoro ha trovato il varco giusto per incunearsi in area da sinistra e battere Pennimpede per il 2-1. A questo punto il Ruvo ci ha creduto , e si è buttato in avanti , chiudendo gli ospiti nella loro area. Ed in verità al 43° il Ruvo il pareggio lo ha onestamente trovato. Incursione da destra di Turri che mette al centro dove , dopo un piccolo batti e ribatti , il neo entrato Tita ferma il pallone e , nonostante un avversario davanti a lui ed un altro appostato vicino al palo , trova lo spazio giusto per mettere dentro il pallone del 2-2. I padroni di casa si disperano , l'allenatore impreca contro i suoi perché non ci hanno messo la dovuta attenzione , gli ospiti esultano per il pareggio raggiunto : palla al centro? Macché : dalla tre
quarti campo (e quindi perfettamente in linea con l'ultimo uomo...)
arriva il direttore di gara che , tra lo stupore generale (e dopo almeno
mezzo minuto dalla marcatura) fischia ed annulla la rete per , udite
udite , FUORIGIOCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Facendo un passo indietro , molti di noi ricordano quando , da bambini o da ragazzi , si giocava a pallone (non a calcio) dovunque fosse possibile , anche con le uniche paia di scarpe che si avevano (per la disperazione delle nostre mamme) , e con qualsiasi cosa somigliasse ad una sfera da prendere a calci. Non c'era l'arbitro : chi arrivava prima batteva il fallo laterale , non esisteva il fuorigioco (e quindi tutti davanti al portiere) , chiunque gridava afferrava la palla e si autoassegnava un calcio di punizione , o si continuava a giocare nonostante qualche fallo qua e là , mentre , magari da un'altra parte due ragazzi continuavano a beccarsi o a darsele di santa ragione per qualche motivo. Ebbene : la gara odierna è stata la stessa cosa , con due squadre che si sono affrontate proprio così , facendo ciò che volevano praticamente senza direttore di gara. E sin qui potrebbe stare anche bene , dal momento che un simile atteggiamento ha nuociuto (o paradossalmente non ha nuociuto) in maniera equanime ad entrambi i contendenti. Ma quando questo equilibrio viene rotto a danno di una squadra ed a favore di un'altra , allora succede che non si è più in grado di tenere in mano la situazione. Ed infatti la signorina De Canio , che non vede a questo punto l'ora di tornarsene a casa , dopo aver concesso quattro minuti di recupero , fischia la fine dopo la prima azione di gioco , peggiorando oltremodo la situazione e facendo salire la tensione alle stelle , peraltro non facendo nulla , anzi , girando la testa dall'altro lato , allorquando un gruppo di scalmanati "tifosi" di casa entra in campo da un cancello chissà come mai aperto e colpisce con qualche schiaffo e pugno alcuni calciatori ospiti rei di cercare di far valere le proprie ragioni presso il Direttore di Gara. Siamo sempre alle solite : la colpa non è della signorina De Canio che , chiamata ad assolvere le proprie mansioni , cerca di svolgere il compitino nel miglior modo che le è possibile. La colpa , ancora una volta , è di chi manda certa gente , che avrebbe difficoltà persino in un campionato esordienti , a dirigere gare , ed anche delicate , di Prima Categoria. La colpa è di chi da sempre è sordo alle giuste rivendicazioni , lamentele e segnalazioni di qualche Società , fatte per il bene del calcio e non per il proprio tornaconto (tanto il risultato della gara non cambia) , chiudendosi a riccio nella difesa della "casta" e non ammettendo alcuna testimonianza se non la "prova regina" del referto arbitrale , qualche volta , peraltro , falsato in malafede. Stavolta c'era l'osservatore , ma è inutile farsi illusioni : non cambierà mai niente , non avrà visto niente , l'arbitro sarà stato bravissimo e , dulcis in fundo , saranno puniti i "cattivi" che hanno osato far notare al direttore di gara che , forse , ha sbagliato , confermando così , come ha detto tempo fa una illustre collega dell'arbitro odierno , la quale dovrebbe farsi più di qualche esame di coscienza , "certe voci sul calcio a Ruvo..." . Sinceramente la gente è stanca , soprattutto in quest'epoca in cui , per costruire una squadra anche solo dignitosa , ci vogliono fior di quattrini ; sinceramente il calcio lucano si sta scavando da solo la fossa , ed alla fine crollerà nel baratro portandosi tutto appresso. Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere...
Roberto Di Napoli
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