PRESENTAZIONE E INAUGURAZIONE
STATUA DI “SAN PADRE PIO”

IL 30 DICEMBRE 2006

La “Misericordia” di Ruvo del Monte è lieta di annunciare a tutti i cittadini Ruvesi residenti e a tutti quelli non presenti che purtroppo si trovano in altre città italiane o all’estero, che  il 30 dicembre 2006 sarà inaugurata nel nostro Comune la statua di “San Padre Pio di Pietralcina”. La cerimonia avrà inizio con la funzione religiosa celebrata nella Chiesa Madre di Ruvo del Monte alle ore 16.00 e successivamente sarà benedetta la statua ubicata sulla "Variante del Pisciolo", nei pressi dell'edifico postale. Questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti i nostri volontari della misericordia che con grande volontà, passione ma soprattutto umanità esprimono quotidianamente e in ogni occasione l’impegno sociale verso il prossimo, senza mai tirarsi indietro ma sempre pronti ad intervenire e correre dei rischi per ogni tipo di situazione o emergenza: il tutto finalizzato a salvare vite umane.  E’ stato l’impegno collettivo e la collaborazione dei cittadini ruvesi che ha permesso di realizzare questo evento di notevole entità che rimarrà nella storia del nostro paese, ma è anche, e soprattutto, merito della nostra Amministrazione Comunale che col suo contribuito e la concessione di un’area idonea, ci ha permesso di realizzare questo sogno e poter collocare la statua nel luogo più adatto. 

Vita di Padre Pio 

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque nel borgo medioevale di Pietrelcina, in Vico Storto Valla, da Grazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio il 25 maggio 1887 e all’alba del giorno dopo venne battezzato col nome di Francesco al fonte battesimale della chiesa di Sant’Anna dal sacerdote don Nicolantonio Orlando. Già dai primissimi anni d’età manifestò il grande desiderio di consacrarsi al Signore, realizzandolo nel gennaio del 1903, allorché entrò nel noviziato di Morcone (BN), vestendo l’abito del Poverello d’Assisi. Dopo gli studi teologici e filosofici, passando di convento in convento, arrivò alla tanto anelata ordinazione sacerdotale il giorno 10 agosto del 1910, nel sacello dei canonici del Duomo di Benevento. Celebrò la prima messa nella chiesa madre di Pietrelcina la domenica del successivo 14 agosto. Lo stesso anno, nel mese di settembre, sotto l’olmo di Piana Romana riceveva le Stimmate che, inizialmente visibili, scomparvero, avendolo chiesto al Signore lo stesso Padre Pio. La malferma salute lo costringeva a permanere nella sua Pietrelcina, dove l’aria nativa attenuava i gravi e persistenti malanni. Vi restò dal maggio del 1909 al febbraio del 1916, anno in cui si trasferì a Foggia per assistere all’agonia della nobildonna Raffaellina Cerase, una delle prime figlie spirituali.

Il 4 settembre 1916 era nel convento di San Giovanni Rotondo, per «cambiare aria» a causa delle precarie condizioni di salute. Dopo una serie di licenze e di richiami, trascorsi in prevalenza nell’ospedale militare di Napoli, il giorno 16 marzo 1918 viene riformato per «broncoalveolite doppia agli apici polmonari» e definitivamente destinato al convento di San Giovanni Rotondo. Non tornò mai più nel paese di nascita, ma il ricordo struggente della sua Pietrelcina non lo abbandonerà mai, pur rimanendo tutta la vita nel lontano convento garganico. La gente e i luoghi che furono testimoni delle sue prime ed intense esperienze mistiche, degli incontri con Dio, rivivranno attraverso i «Pucinari» (Pietrelcinesi) che andranno a trovarlo, con i quali si intratterrà volentieri in piacevoli colloqui, rievocando nostalgicamente eventi e luoghi di quella Pietrelcina abbarbicata sul Morgione. Saranno le Sue parole e i Suoi scritti ad attestare l’amore per Pietrelcina e i suoi abitanti: — «Salutatemi la Morgia. Forse la gente cara e semplice di quel tempo non ritornerà più!» — «Non ti chiedo niente; una sola cosa: non facciano ‘scomparire’ (fare una pessima figura) il nostro paese» — «Io di Pietrelcina ricordo pietra per pietra. Molto ci deve stare a cuore il nostro paese. Fate di tutto per essere di esempio a tutti» — «Salutami tutta Pietrelcina che tengo tutta chiusa nel mio cuore. Le benedizioni del Signore scendano larghe e copiose su tutti e tutti si rendano degni delle odierne ed eterne promesse». Alla nipote Pia Pennelli, nata Forgione, riferendosi alle case in Vico Storto Valla e ai luoghi di Piana Romana, dirà: — Vai a Pietrelcina e riordina tutto, perché c’è stato Gesù e tutto è avvenuto là.

Dinanzi al sanguinante crocifisso del coro della chiesa del convento di San Giovanni Rotondo la mattina del venerdì 20 settembre 1918 riceveva dal Signore le Sacre Stimmate alle mani, ai piedi e al costato. Un dono che a breve termine richiamò al convento garganico numerose folle di fedeli, curiosi e anche miscredenti. Conversioni, inspiegabili guarigioni e altri straordinari eventi erano all’ordine del giorno. Le Stimmate, però, saranno anche fonte di polemiche e persecuzioni. Verrà visitato da illustri medici e sarà sottoposto a dure restrizioni da parte del Sant’Uffizio, vivendo un periodo molto triste e doloroso (1923 - 1934), non potendo mantenere contatti epistolari, mostrare le Stimmate, adempiere all’esercizio della confessione, dovendo celebrare messa in stretta solitudine in una cappella interna al convento. Nel gennaio del 1929 subisce la perdita della madre Maria Giuseppa che muore a San Giovanni Rotondo tra le sue braccia e nel 1946 assiste il padre Grazio che passa a miglior vita il 7 ottobre dello stesso anno.

L’anno successivo cominciano i lavori della più grande opera terrena di Padre Pio, la «Casa Sollievo della Sofferenza», un grande ospedale che diverrà uno dei migliori d’Europa e questo grazie al fattivo e continuo contributo dei numerosissimi fedeli del Padre. Verrà inaugurato il 5 maggio del 1956. Un altro burrascoso periodo attendeva il già martoriato Frate, gli anni infelici della losca vicenda Giuffrè, il «banchiere di Dio» che aveva ridotto sul lastrico la Provincia Cappuccina. Padre Pio ne pagherà le conseguenze con dure misure restrittive, subendo l’umiliante episodio dei registratori posti a sua insaputa nel confessionale. La continua preghiera, l’esercizio della confessione e una condotta di vita strettamente francescana aiuteranno Padre Pio a superare questi momenti di estrema sofferenza. La meta terrena, intanto, si avvicina sempre di più. Il 22 settembre 1968, alle cinque del mattino, Padre Pio, stanco e sofferente, celebra la sua ultima Messa. Il 23 settembre, alle ore 2,30 si ricongiunge a Dio, due giorni dopo il cinquantesimo delle Stimmate, che sul corpo di Padre Pio, appena spirato, sono miracolosamente sparite.

La sua salma venne posta nella cripta del convento di San Giovanni Rotondo il successivo 26 settembre.


(a cura della “Misericordia di Ruvo del Monte” – Testo e ricerca grafica di Massimiliano Ciampa) 

Ruvo del Monte, 28.12.2006

 

 

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